Altro che Mesto, il Grifone c’è

Tre messaggi da Udine: il Genoa fa sul serio. La squadra rossoblù sbanca il Friuli con una prodezza di Mesto in rovesciata che guasta la festa a Totò Di Natale, osannato come un re dopo il gran rifiuto alla Juve.
Totò era l'uomo più atteso assieme a Luca Toni che si è fatto male quasi subito: probabile stiramento alla coscia sinistra. Le telecamere di Sky nello spogliatoio rossoblù prima della gara lo avevano immortalato sorridente e sereno.
La prossima volta non le lascerà entrare. Il primo tempo è di una noia mortale. Di Natale scalda i pugni di Eduardo, Sculli quelli di Handanovic. Veloso, l'acquisto più caro del mercato rossoblù (14 milioni), si vede a sprazzi. Meglio Ranocchia, che l'Inter ha già prenotato per l'anno prossimo.
Il Genoa fa girare bene la palla, l'Udinese si distende in contropiede, ma senza creare grandi pericoli alla difesa di Gasperini. Tranne al 41' quando Domizzi lascia partire una sassata che Eduardo respinge sempre di pugno. Guidolin gioca la carta Pinzi nella ripresa.
Fuori Quadrado, squadra sulla carta più offensiva. Gasperini risponde con Zuculini al posto di Veloso. L'Udinese schiaccia il Genoa nella sua metacampo, fioccano i cross in area, ma è tanta manna per Dainelli e Ranocchia, che sulle palle alte vanno a nozze.
Quando meno te lo aspetti, il Grifone colpisce: Dainelli spizzica di testa, Mesto indovina la rovesciata della vita. A cinque minuti dalla fine il Genoa resta in dieci per infortunio alla spalla subito da Palladino. Floro Flores sfiora il pari in contropiede, Inler reclama un rigore per un presunto contatto con Mesto, ma Rocchi lascia correre. Gasperini si conferma bestia nera di Guidolin che aveva battuto l'anno scorso a Parma (ultima vittoria del Genoa in trasferta).