Altro che Paperon de Paperoni, la crisi irrompe nel mondo Disney

La compagnia del gas che avrebbe dovuto servire a prezzi ribassati il parco di divertimenti americano ha subito il contagio del crac di Wall Street<br />

Persino il magico mondo di Walt Disney, in Florida, regno dei palloncini con la faccia di Paperino e Topolino, è stato toccato dalla crisi finanziaria. Il crollo di Wall Street ha infatti investito anche la compagnia del gas che forniva il super complesso di divertimento di Orlando, Florida e i bambini che assieme ai genitori fanno la fila nei bar e ristoranti del magico universo dei cartoni animati. Il gas naturale che permette a migliaia di hot dog di scaldarsi dietro i banconi era infatti una delle tante cose vendute e comperate a Wall Street con denaro in prestito. E così, quando Lehman Bros. è fallita, si è portata dietro in caduta libera anche un accordo sul gas naturale con Main Street Natural Gas Inc. e ora a Disney World costa di più far cuocere polli allo spiedo da vendere alle migliaia di visitatori.

In aprile, la compagnia Main Street, nome evocativo in questa crisi, ha preso in prestito 700 milioni di dollari per darli in gestione alla banca d’affari, da utilizzare per la formulazione di un accordo per la fornitura di oltre 4.000 metri cubici di gas naturale in 30 anni al di sotto del prezzo di mercato. Lehman il 15 settembre annuncia la bancarotta, quando ha mantenuto soltanto l’un per cento della sua “promessa” sul gas. L’accordo con la banca d’affari avrebbe dovuto permettere alle municipalità della Florida di risparmiare il 10 per cento sul costo del gas: una cittadina dello Stato avrebbe potuto mettere da parte annualmente tre milioni di dollari. Ora, invece, ci sono centri che pagano il prezzo del crac e le bollette sono aumentate dell’8,3 per cento.