Altro che partenze intelligenti: ritorna il "pienone" d’agosto

Presenze in aumento dello 0,5 per cento, in calo a giugno, luglio e settembre

Agosto mantiene il suo primato. Per la maggior parte degli italiani, le famose ferie intelligenti e spezzettate rimangono soprattutto parole: piani ventilati a maggio ma, poi, immediatamente traditi al momento di andare in vacanza. Gli altri mesi non riescono davvero a convincere le famiglie italiane, anzi: secondo la Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi aderente alla Confcommercio), l’abitudine a privilegiare per le vacanze agosto continua e si rafforza in quest’estate 2007.

L’indagine, svolta dal 10 al 27 luglio su un campione di 382 imprese (ristoranti, bar, gelaterie, discoteche, stabilimenti balneari e rifugi alpini), dice che le presenze di italiani e turisti in agosto aumentano dello 0,5%, mentre sono diminuite del 3% a giugno e del 3,9% a luglio e scenderanno del 4,5% a settembre. Nel complesso la stagione vedrà diminuire le presenze del 2,3%, pari a 14 milioni, e gli introiti di 800 milioni (meno 2,4%). «Anziché andare verso un allungamento della stagione - commenta il presidente di Fipe Lino Enrico Stoppani - sembra che si torni indietro». Insomma a poco servono promozioni, pacchetti speciali organizzati per giugno o settembre e la prospettiva di godere di spiagge e sentieri meno affollati e di non dover fare sempre la coda al ristorante. Un po’ per abitudine, un po’ perché, per molti, per ragioni professionali le ferie sono ancora «bloccate», agosto rimane comunque il mese più congestionato.

L’indagine Fipe ha analizzato anche i prezzi che, quest’anno, non sarebbero aumentati rispetto al 2006: lo sostiene l’81,3% degli intervistati. Ad agosto lavoreranno 813mila persone (53% donne) nel settore turistico, delle quali 512mila dipendenti e 301mila autonomi. Il 45,3% degli intervistati giudica la prima parte di stagione uguale allo scorso anno, ma la percentuale dei pessimisti sale al 45,3% sull’andamento dell’intera stagione. I turisti sono più attenti al ristorante e al bar: «Il consumatore - rileva Stoppani - sembra soffrire di un potere d’acquisto che non cresce. Non rinuncia alla vacanza ma riduce le spese all’essenziale ». Segnalano aumenti del fatturato pizzerie, gelaterie e locali di intrattenimento, mentre calano quelli di bar e ristoranti.

Le località di montagna sono considerate troppo care e quelle marine troppo classiche: il calo delle presenze è rispettivamente del 4,6% e del 2,4%. Hanno più successo le città d’arte, con un aumento dell’1,5% e i centri minori, con l’1,8% di presenze in più. Per quanto riguarda la nazionalità calano i turisti italiani (-2,9%) e aumentano dello 0,9% gli stranieri, grazie soprattutto ai russi e ai viaggiatori dell’Est e del Nord Europa. E se calano i visitatori olandesi, tedeschi e francesi, rimangono stabili gli arrivi da Stati Uniti e Giappone.