«Altro che perdono Siamo vittime di crudeli vendette»

Il presentatore: «Una volta fui cacciato perché “indegno”. Vado a messa ma devo stare lontano dall’altare»

da Milano

Pippo Baudo, ha visto? Silvio Berlusconi è tornato alla carica.
«Io credo sarà molto difficile».
Lei ha divorziato 28 anni fa, ormai.
«E da allora non prendo la Comunione. Ho commesso un peccato imperdonabile per la Chiesa. Ma la Chiesa non dovrebbe perdonare i peccatori? Questa è vendetta».
Un po’ comodo, non le pare?
«Io capisco che la Chiesa pretenda il rispetto dei principi, ma i tempi cambiano. I principi, anche quelli dogmatici e religiosi, devono regolare una società sempre più complessa. Tanta crudeltà nei confronti dei divorziati li allontana dalla Chiesa».
Lei si è allontanato?
«Le racconto un episodio: anni fa andai a Milano al matrimonio di un amico. Mi sedetti in fondo a Sant’Ambrogio, c’erano cento metri fra me e l’altare. Il prete, nella predica agli sposi, iniziò a raccomandarsi che non facessero come certi artisti che infrangono le regole. Alla terza frase capii che ce l’aveva con me, e dovetti uscire».
Un’altra volta fu allontanato.
«A Spoleto, 15 anni fa. Dovevo fare il padrino al figlio di una coppia di amici. Il prete mi cacciò dalla cattedrale, disse che ero indegno. Ma, vede, anche i parroci non agiscono uniformemente, per fortuna».
Sarebbe a dire?
«Mi fu impedito di fare il padrino alla figlia di Al Bano, Jasmine. Ma andò diversamente con la figlia di Heather Parisi, Jessica. In quell’occasione, per evitare sorprese dell’ultimo minuto, andai a parlare con i preti del seminario polacco a Roma. Si misero quasi a ridere, e mi fecero fare il padrino senza problemi».
Lei va a messa regolarmente?
«Io non posso non essere cattolico, come diceva Benedetto Croce. Ma quando vado a messa sto ben lontano dall’altare, perché vede, il mio volto è noto, sono terrorizzato che mi scattino una foto, sarebbe la fine del mondo».
Insomma secondo lei la richiesta del premier resterà inascoltata.
«Benedetto XVI è molto legato all’ortodossia, un assolutista, e questa battaglia contro il relativismo poi... Io penso che il relativismo sia un atto di intelligenza dell’uomo, tutto è relativo nella vita. E con tutto ciò che c’è di grave nel mondo, questo atteggiamento di inquisizione è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno».
Che cosa dovrebbe fare la Chiesa?
«Essere molto più povera, più simile ai missionari, questa Chiesa liturgicamente sfarzosa non mi piace».
E rispetto ai divorziati dovrebbe adeguarsi ai tempi?
«Forse basterebbe una dispensa ad personam. Un soggetto che non ha più diritto di fare la comunione potrebbe fare una richiesta e venire sottoposto a un’indagine di valutazione da parte del parroco...».
Una deroga, insomma.
«Già, ma qui si torna al relativismo. Vede? Non se ne esce, l’unica è rassegnarsi. Con sofferenza».