Altro che tagli, il governo ha le mani bucate

Nei ministeri la spesa è salita alle stelle. Aumenti record per valori
bollati (+75%), costi di rappresentanza (+62%) e assistenza psicologica
(+16%). Padoa-Schioppa pretende un contenimento dei bilanci di 15 miliardi di
euro in vista della prossima Finanziaria. Ma i suoi «colleghi» non ne
vogliono sapere

Roma - Clemente Mastella si sente nel mirino, in questo clima di caccia agli sprechi nella Pubblica amministrazione. E, chiudendo la festa dell’Udeur a Telese, indirizza una provocazione al suo collega dell’Economia.

«A Padoa-Schioppa, che parla di tagli alle spese - dice il Guardasigilli - rispondo di eliminare il ministero della Giustizia perché senza soldi non si cantano le messe».

Il fatto è che il dicastero di via Arenula risulta tra quelli più spendaccioni, con i suoi quasi 460 milioni per le consulenze, i 100 milioni per «sorveglianza e custodia», i 21 milioni per assistenza psicologica e religiosa, i quasi 28 milioni per carburanti, i 19 milioni per cancelleria e gli 11 per la carta.

Le classifiche della spesa pubblicate ieri da Il Sole-24 Ore indicano in cima alla lista proprio il ministero della Giustizia, insieme a quello dell’Istruzione, che solo per «pulizia e lavanderia» spende 507 milioni e per carta e cancelleria 50 milioni.

Il ministro Tommaso Padoa-Schioppa sta facendo le pulci al budget 2007 dei dicasteri e pretende tagli per almeno 10-15 miliardi. Sta preparando la Finanziaria 2008 ed entro il 10 settembre, come ha confermato il sottosegretario all’Economia Mario Lettieri, i vari ministeri dovranno comunicare a Via XX Settembre il piano di tagli alle spese.

In un’epoca di risparmi forzati, di provvedimenti anti-sprechi e dopo i tagli della Finanziaria 2007 non si può tollerare l’impennata delle spese per manifestazioni e convegni del 61,77 per cento (in testa alla classifica c’è il ministero del Lavoro con 18 milioni) o di quelle del 35,23 per cento per il noleggio di hardware (qui a spendere di più è il ministero dei Trasporti), né l’esplosione dei costi amministrativi per la partecipazione a organismi internazionali, con un più 390 per cento che si traduce in oltre 39 milioni.

La pubblica amministrazione, secondo un’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, costa a ogni cittadino italiano 5.564 euro. Ci supera solo la Francia con 5.765 euro pro capite, ma l’efficienza Oltralpe è ben diversa.

Così, il ministero di Via XX Settembre punta il dito anche sull’aumento di bollette telefoniche (più 6 per cento ed è il ministero dell’Interno a spendere di più, con 62 milioni tra fisso e mobile) e valori bollati (più 74,96 per cento), su costi di rappresentanza (più 14,10) e di assistenza psicologica, sociale e religiosa (più 15,71 per cento, per quasi 23 milioni).

Per i costi del personale si supereranno quest’anno i 74,5 miliardi, l’88,86 per cento degli oneri complessivi e 73 miliardi sono solo per gli stipendi, aumentati dell’1 per cento rispetto al 2006. Il peso maggiore è sopportato dal ministero dell’Istruzione, con quasi 40mila milioni di euro, seguono Difesa, Interno, Giustizia ed Economia.

Le consulenze ministeriali rappresentano un capitolo a parte, da tempo sotto accusa da parte della Corte dei conti. Negli ultimi mesi dell’anno scorso c’è stato un giro di vite che ha fatto diminuire la spesa del 5,47 per cento, ma complessivamente si rimane su uscite di circa 900 milioni e, malgrado critiche e avvertimenti, c’è stato addirittura un aumento in alcuni settori, dalle consulenze tecnico-scientifiche a quelle per interpreti e traduzioni.

In cima alla lista nera ecco il ministero della Giustizia, seguito da Pubblica istruzione (82 milioni) ed Economia (80).

Padoa-Schioppa, quindi, dovrà cominciare a stringere la cinghia in casa sua, visto che il dicastero di Via XX Settembre figura ai primi posti anche per spese di cancelleria (quasi 4 milioni) e carburanti (quasi 16 milioni).

Per il dispendio della benzina si distingue, però, il ministro della Difesa che arriva a 153 milioni, mentre per le voci in crescita di cancelleria e carta è leader quello dell’Istruzione con, rispettivamente, quasi 25 milioni e 24 milioni. Tre classifiche in cui il dicastero di Mastella si piazza, comunque, al secondo posto.

A quanto sembra, Padoa-Schioppa per dare il buon esempio ha tagliato carne e pesce dal menù della sua foresteria. Il collega della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ha commentato acre che è un fortunato, perché da lui la mensa neppure c’è e si va avanti a panini.