«Altro che vetta, deve tornare il prima possibile»

«Che sia arrivato in quota oppure no a questo punto non ci importa davvero. È l’ultimo dei nostri pensieri, anche se sappiamo quanto Marco tenga a quest’impresa. Quel che conta è che rientri sano e salvo. E il prima possibile». Luigi Confortola, fratello di Marco scampato per miracolo alla catastrofe del K2, da giorni non riesce a chiudere occhio, ma continua a lavorare all’Hotel La Folgore che gestisce con la moglie al Passo Stelvio. «Abbiamo avuto tantissime chiamate e dimostrazioni d’affetto – dice -. La cosa, ovviamente, ci ha fatto un gran piacere, ma è la voce di mio fratello che vorrei sentire. Credo che il suo satellitare sia scarico e la radio di cui è dotato gli serve solo per chiamare il campo base dove speriamo arrivi nelle prossime ore... Ci hanno detto di un principio di congelamento alla mano che gli è stata riscontrata al Campo 4. Dei piedi non sappiamo nulla di preciso. Visto che è è riuscito a scendere con le proprie gambe, la situazione non dovrebbe esser critica. L’importante è che riesca a rientrare subito dal campo due al campo base». In questi giorni, di ansia e paura, Luigi più volte ammette di aver pensato al peggio e oltre che con la paura ha dovuto fare i conti con affermazioni «poco rispettose dell’aspetto umano e del dolore personale. Non ci tengo però ad entrare in polemica».