Un altro Don Giovanni

Il regista Guaineri: «Il protagonista vede la vanità della sua vita»

Ancora fino a domani al Teatro della Contraddizione sarà in scena il work in progress, che giunge alla sua prima tappa, del regista Luigi Guaineri su Il Convitato di Pietra di Puskin, il grande poeta, drammaturgo e romanziere russo. Il «convitato» è ovviamente Don Giovanni: «Mi interessano i cambiamenti che apporta Puskin a questo mito - spiega il regista - perché ne fa una sintesi estrema, è come se lo conducesse a un punto d'arrivo: con Puskin il Don Giovanni inizia a diventare una figura “da rispettare”, sembra umanizzarsi».
Da questo concetto parte il progetto di regia di Guaineri: «Voglio un Don Giovanni un po' stanco di se stesso, che forse si sta veramente innamorando di Donna Anna. Ma è ambiguo, non può rivelarsi del tutto. Un Don Giovanni che si guarda allo specchio, e riesce a vedere la vacuità della sua vita, anche se non lo ammette». E infatti lo specchio c'è, in scena, ma è deformante: Don Giovanni non vuole essere veramente obbiettivo verso se stesso.
Uno spettacolo ricco di suggestioni, di richiami, di impressioni e di segni, che si ricevono dalla scenografia, che cambia più volte, dai giochi di luce, dai movimenti degli attori, bravi (Francesco Artese, Alessandro Bertollini, Micaela Frignone, Francesco Leschiera e Francesca Romano), e dalla musica, che ha un ruolo di notevole importanza, e che include il «padre» di Don Giovanni, Mozart: «Senza di lui il Don Giovanni non si può capire» è convinto il regista.
Tanti elementi, ben miscelati, concorrono a rendere questo progetto interessante, e da cui ci si aspetta una sapiente conclusione: il grottesco, la Commedia dell'Arte, la danza, la musica, il gesto, la parola, tutto porta a creare un Don Giovanni più maturo, quasi fino al punto di arrendersi, e dichiararsi innamorato.
Il Convitato di Pietra
Teatro della Contraddizione, via della Braida 6
fino a domani
tel. 02-5462155
posto unico 5 euro
prenotazione (non obbligatoria) 1 euro