Un altro fenomeno diventato lo scemo del villaggio

(...) Un primo tempo disputato alla pari e anzi con qualcosa in più rispetto ai Mostri che stanno ammazzando il campionato ha comportato per Volpi e compagni uno sforzo collettivo - fisico e mentale - che alla lunga ha portato fatalmente al calo, aggravato dell’ingresso dell’imprendibile satanasso Camoranesi che rilevando il più statico Zalayeta ha scombussolato il quadro tattico e portato al vantaggio bianconero.
Il guaio è appunto, per esemplificare, che quando di là s’alza dalla panchina un Camoranesi (poi Thuram...), di qua s’alza un Colombo. Mentre è normale - siamo uomini di mondo e comprendiamo - che l’arbitro (ingiustamente) non ammonisca Zambrotta per tre falli fondamentali su Diana eppoi ammonisca (giustamente) Diana per identico fallo su Zambrotta. Come è normale - siamo uomini d'esperienza e sappiamo - che a una stagione sostanzialmente fortunata ne segua una maledettamente iellata, con infortuni in dose industriale. Eccezionali furono dunque la vittoria e il largo pareggio conquistati con il Milan, i pareggi imposti all’Inter e alla Roma, le sonanti vittorie ottenute a spese di Fiorentina e Palermo, non le due sconfitte patite con la Juve disputando due primi tempi alla pari e anzi con qualcosa in più.
Disarmante, ripeto il concetto che mi sta a cuore, è lasciare 6 punti su 6 ai bianconeri dell’Ascoli facendoli sembrare la Juve; farsi battere a Marassi dal Chievo; pareggiare e perdere col Siena; perdere a Cagliari e a Reggio Calabria; farsi battere al Ferraris dal Livorno. È con quelle squadre lì che si devono fare i punti che contano, giocando come se di fronte ci fossero la Juve o il Milan, l’Inter o la Roma, la Fiorentina o il Palermo. Disarmante è ritrovarsi a 10 turni dalla conclusione del campionato con 10 punti in meno rispetto al campionato scorso, dopo essere stati dolorosamente eliminati sia dalla coppa Uefa sia dalla coppa Italia.
E tuttavia, considerato che la concorrenza per il 6°-7° posto (Livorno, Chievo, Lazio, Palermo) non va precisamente a mille e preso atto del confortante recupero di Falcone che ha ricostituito con Castellini la coppia difensiva centrale che fu uno dei punti di forza della Sampdoria di Novellino, pazienza se si perdesse pure sabato sera con l’Inter a San Siro, tanto - vista la classifica - 3 o 4 sconfitte in fila fa poca differenza: dal match col Palermo in avanti si potrebbero comunque rialimentare discrete speranze di 6°-7° posto. Il tutto a patto che Flachi giochi le ultime 9 partite da Flachi, che Kutuzov e Gasbarroni lo seguano a ruota e semmai che si affermi anticipatamente Foti. Altrimenti, tutto rinviato alla prossima stagione.
Vada come vada, per fortuna si è già inequivocabilmente espresso il deluso Novellino: «Dovremo far tesoro dell’esperienza di quest’anno, in vista della prossima stagione». Eggià, sbagliare è umano, soprattutto se l’errore, fatto lodevolmente 30 su tutti i fronti, consiste nel non fare 31 su quello sportivo. Ma attenzione: è già accaduto per due anni in fila...