Un altro manager reintegrato: la Regione punta agli indennizzi

Pallone (Fi): «L’accordo per rimediare allo spoil system sbagliato farà piangere le casse regionali»

Il Consiglio di Stato ha reintegrato Carlo Mirabella nella carica di direttore generale dell’Asl di Frosinone. Mirabella, vittima dello «spoil system» regionale, era tra i manager defenestrati dalla giunta Marrazzo. Ieri ha visto riconosciuta la sua istanza, mentre esito negativo ha avuto, invece, il ricorso di Benedetto Bultrini, ex direttore generale del San Filippo Neri. La Regione, una settimana fa, aveva ottenuto il rinvio della decisione del Consiglio, in attesa che potesse avere effetto la delibera della giunta sul risarcimento del danno sofferto dai manager interessati. Quest’offerta ha convinto invece gli altri manager a rinviare la data dei loro ricorsi, tanto da far affermare ieri ad Augusto Battaglia, assessore regionale alla Sanità, che «siamo a un passo dall’accordo con gli ex manager delle Asl che hanno fatto richiesta di reintegro. Se c’è l’accordo, non ci sarà bisogno di sentenze». La decisione degli ex manager è scaturita da un incontro tenuto fra i legali dei direttori generali e la Regione, dove è stata vagliata l’ipotesi «sulla possibilità di trovare un accordo nell’ambito di quello che prevede la legge regionale sull’equo indennizzo», appena approvata. La legge autorizza la giunta o a deliberare il reintegro nelle cariche dei manager rimossi o a proporre loro un’offerta di equo indennizzo. Dei manager coinvolti, tre di questi, Patrizio Valeri, Benito Battigaglia e Franco Condò, dopo l’incontro con l’assessore Battaglia, avrebbero scelto di rinviare la discussione di fronte al Consiglio di Stato. «La chiusura della trattativa farà sorridere gli ex direttori generali, ma piangere le casse della Regione - ha detto Alfredo Pallone di Forza Italia -. L’accordo è scaturito da un grave errore della giunta che ha voluto applicare lo “spoil system” laddove non esistevano i requisiti». Infine, secondo Fabio Desideri (Dc), «questa legge si rileverà un boomerang per la macchina amministrativa del Lazio. Questa, infatti, darà adito a ulteriori problematiche derivanti da un sicuro danno erariale».