Un altro muro a Padova: filo spinato per difendere l'oratorio dagli spacciatori

Dopo il muro di via Anelli, gli abitanti del quartiere Arcella ha rinforzato la recinzione della chiesa di San Gregorio Barbarigo con il filo spinato per proteggere l'oratorio dallo spaccio. Ecco la Padova del pd Zanonato

Nuovi muri nella Padova di Flavio Zanonato. Dopo il muro di via Anelli per arginare lo spccio di droga, nel quartiere Arcella i residenti ha dovuto difendersi da sola: ha comprato il Filo spinato e ha costruito una sorta di barriera per allontanare gli spacciatori dall'area dietro la parrocchia. Una scelta drastica, una scelta a cui gli abitanto, con il benestare del parroco, sono dovuti ricorrere per preservare la propria sicurezza.

Non è la prima volta che nella città veneta amministrata da anni dal centrosinistra. Nel nel 2006 era sorto il "muro" antispaccio di via Anelli. Anche nel caso della parrocchia di San Gregorio Barbarigo il problema sono gli incontri tra pusher, per lo più nordafricani, e i "clienti", con un via vai che non rende certo sicura l’area della chiesa e dell’oratorio. Un caso che è entrato anche nel dibattito politico. "La notizia non mi sorprende affatto. Il governo è assente e la gente si organizza come può per tutelarsi", ha detto Antonio De Poli, deputato e portavoce nazionale Udc. In realtà, da sempre, Padova è stata lasciata a se stessa da una amministrazione di centrosinistra che non si è mai impegnata a contrastare l'illegalità. Ed è così che un gruppo di cittadini, stanchi della situazione, ha rafforzato i 25 metri della rete di recinzione della chiesa stendendo una doppia linea di filo spinato.

L'operazione è stata condivisa anche dal parroco. L'associazione Arcella: un quartiere una città  ha speso 400 euro per "difendere" la chiesa visto che sul retro si danno appuntamento spacciatori. Come riporta il Mattino di Padova, gli abitanti della zona hanno accolto con entusiasmo il nuovo muro dal momento che il quartiere, da tempo, ha problemi di degrado.