Un altro pezzo di Udc passa con il Pdl

L'ex deputato pugliese Salvatore Greco ha annunciato il proprio passaggio alla lista regionale del ministro Raffaele Fitto. Pesantemente indebolita un'altra roccaforte dei casiniani dopo la scissione guidata da Pionati

L'ex deputato pugliese dell'Udc, Salvatore Greco, ha abbandonato il partito di Pier Ferdinando Casini e di Lorenzo Cesa ed è stato nominato responsabile regionale del movimento «La Puglia prima di tutto», molto vicino al mionistro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. L'abbandono era nell'aria già dallo scorso aprile quando Cesa e Rocco Buttiglione, optando per l'elezione nel collegio pugliese lasciando libero campo alla forte ala siciliana del partito, decretarono l'esclusione da Montecitorio di Greco e del suo collega Giorgino. Nel corso dei mesi, però, era apparsa possibile una ricomposizione dello strappo fino a quando il segretario dell'Udc Cesa non ha deciso di commissariare il partito in Terra di Bari chiudendo ogni possibilità di manovra al giovane esponente pugliese, figlio dell'ex senatore di Forza Italia Mario Greco e nipote dell'ex deputato dc e oggi presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. «Ci sono motivi umani e personali, che mi riguardano, che avrebbero dovuto indurmi da tempo - ha spiegato Greco in conferenza stampa - a lasciare il partito dell'Udc. Al partito ho dato tutto, dal partito non ho avuto nulla: questo è il motivo per cui oggi posso andare a testa alta nel rapporto con Casini e Cesa, e questo è il motivo per cui Casini e Cesa non possono fare altrettanto con me. Al partito ho portato migliaia di voti, sono stato il più suffragato, alle elezioni regionali del 2005. L'anno successivo mi è stato chiesto di candidarmi alla Camera e ho accettato di mettermi ancora una volta a disposizione, entrando in lista. Nel 2008 mi hanno candidato al 5° posto - ha sottolineato Greco - e già questo doveva bastare a far saltare il mio rapporto con il partito: prendere 2 seggi sarebbe stato già molto arduo, vista la scelta dissennata di presentarsi alle elezioni fuori dall'alleanza di centrodestra della quale l'Udc ha sempre fatto parte integrante. Tre seggi sarebbero stati un miracolo politico. La Puglia, all'Udc, ha portato l'8%, una percentuale seconda soltanto a quella registrata in Sicilia, e oggi siedono alla Camera quattro deputati eletti nella nostra regione». «Il vile gioco delle opzioni - ha affermato - ha portato Cesa e Buttiglione a scegliere la Puglia e io sono restato fuori. Eppure mi ero speso per il partito senza risparmio di energie: ero segretario provinciale a Bari e commissario provinciale a Brindisi; i miei tour in campagna elettorale sono arrivati fino al Tarantino. Di tutto questo non c'è stata traccia di riconoscimento». Greco ha polemizzato anche con la scelta del partito di costituire un polo di centro sconfessando la passata esperienza nel centrodestra, ma anche per quanto riguarda il dialogo sulle amministrative il giudizio è molto duro. «L'ultimo congresso dell'Udc ha dettato una linea chiara e univoca - ha ricordato - l'intesa privilegiata con il centrodestra. E si diede mandato ai vertici nazionali del partito perchè cercassero una intesa con Berlusconi. L'intesa non si è trovata per un solo motivo: non c'era la volontà, personale più che politica, di trovarla». Greco ha inoltre fatto capire che l'Udc si starebbe preparando a un apparentamento a sostegno del sindaco di Bari uscente, Michele Emiliano, espressione del centrosinistra. Ma quanto vale l'Udc a Bari senza Salvatore Greco e senza l'appoggio della famiglia Matarrese? Saranno le prossime amministrative a dirlo.