Altro rinvio, Santoro a settembre

da Milano

Almeno si conosce il periodo: sarà settembre. Dopo un tira e molla di qualche settimana, il programma di Michele Santoro che sancirà il suo rientro ufficiale in video, ha finalmente trovato una collocazione (si spera) definitiva. Ieri il giornalista si è incontrato con il direttore di Raidue Antonio Marano e in tutta tranquillità (dicono) se ne è tornato a casa con la prospettiva di far debuttare Anno zero il 21 settembre invece che del preventivato 27 aprile o del (supposto) 4 maggio. Il motivo dello slittamento è comprensibile. Visto che continua il periodo elettorale, la par condicio - cui la Rai ha deciso di applicare un’interpretazione severa e restrittiva - imporrebbe di snaturare troppo la scaletta delle puntate, allontanando il programma da quella che è l’idea originaria: un approfondimento giornalistico pieno di inchieste e investigazioni su temi non necessariamente politici. In sostanza, come fanno notare dallo staff, «se una puntata avesse bisogno della partecipazione di un solo politico dovrebbe essere modificata per far posto anche a un contrappeso, a un esponente della parte opposta».
Quindi meglio rinviare, tanto più che il 27 aprile su Canale 5 andrà in onda l’ultima puntata del Grande fratello, minacciando il risultato di ascolti di Santoro, che in video è atteso da circa cinque anni tra controversie e polemiche. Perciò lo studio situato in un palazzone sulla circonvallazione Clodia a Roma rimarrà ancora per qualche mese senza il brivido della diretta. Ma ieri è scoppiato il caso Alice. La conduttrice Anna La Rosa ha minacciato di non andare in onda oggi perché, dice, «ci vogliono cacciare dalla prima serata». Inoltre Viale Mazzini le ha chiesto di chiudere il programma il 25 maggio e non l’8 giugno come previsto. «Una cosa gravissima e senza precedenti nella storia della Rai».