DA AMA A CONTI, IL QUIZ NON CAMBIA

Togliete Amadeus alla Rai, sostituitelo con Carlo Conti alla guida de L’Eredità, poi spostate Amadeus su Canale 5 alla conduzione del nuovo quiz La formula segreta al posto di quello presentato fino alla scorsa stagione da Gerry Scotti, mescolate bene, aggiungete qualche colore ancora più vivace ai due studi televisivi, quindi togliete Giovanna che faceva la scossa nell’Eredità e portatela a fare la telepromozione con Amadeus a Mediaset, sostituitela con due altre ragazze che mimano la scossa accanto a Carlo Conti, spruzzate un po’ di giochi intercambiabili in entrambi i programmi, e alla fine avrete il seguente risultato: due quiz che potrebbero essere tranquillamente presentati da un conduttore automatico, tanto sembrano simili nelle loro linee sostanziali, nell’andamento, nell’atmosfera, nel meccanismo del montepremi che passa da un concorrente all’altro, nelle cifre in palio, nel tipo di domande. Quindi tirate la moneta e scegliete di guardare l’uno o l’altro a seconda che sia uscita testa o croce, ma senza lamentarvi più di tanto dell’assenza di Gerry Scotti. Niente da fare, per quest’anno almeno niente quiz perché si dedicherà alla fiction, quindi è inutile ogni rimpianto. Visto che nella stagione attuale il convento del telequiz passa questo, meglio cercare i lati positivi dei due programmi cui è affidato il compito di traghettare il pubblico fino ai tiggì della prima serata. E i lati positivi, tutto sommato, vanno ricercati nella struttura semplice e immediata dei giochi, nell’auspicata maggiore snellezza con cui si susseguono, nell’atmosfera opportunamente alleggerita dalle pause di troppo tra una risposta e l’altra. Il tutto tenendo conto che, in maniera via via più evidente con il passare degli anni, è ormai accertato che le domande rivolte ai concorrenti attingono più al campo delle curiosità che a quello della cultura vera e propria. E che, assodata la minore preparazione culturale delle ultime generazioni, le qualità oggi richieste ai partecipanti fanno riferimento più all’intuizione che a un patrimonio sedimentato di conoscenze, più alla prontezza di riflessi e persino alla fortuna che a una solida preparazione in qualsiasi campo dello scibile umano. Con queste premesse, venuto meno qualsiasi rapporto tra la «risposta esatta» e la preparazione culturale che nei vecchi quiz la sottintendeva, si potrebbe finalmente pensare di ridurre l’entità del denaro in palio, senza troppe controindicazioni e dando il classico «segnale forte» di un’inversione di tendenza. Nel frattempo, L'eredità e La formula segreta hanno già cominciato a darsi battaglia per la supremazia nel campo del quiz preserale. E alla fine, prevedibilmente, non sarà molto facile capire perché avrà vinto l’uno o l’altro.