Ama international, in arrivo la «svendita»

La storia fallimentare di Ama International, coperta da milioni di euro di debiti e figuracce a livello mondiale, potrebbe essersi chiusa ieri. Il consiglio di amministrazione di Ama ha deliberato di cedere il 60 per cento delle azioni della propria società «gemella» al gruppo Gesenu. Mentre un’altra parte dell’azionariato, il 10 per cento, potrebbe finire al Monte di Paschi di Siena, ancora indeciso se esercitare il proprio diritto di opzione. Ma per capire meglio il senso, e la portata, di questi sviluppi occorre fare un passo indietro. Al 17 luglio precisamente, quando la municipalizzata dei rifiuti decide di ripianare il debito di Ama International con un nuovo aumento di capitale. Oltre 7 i milioni investiti (7.422.204 euro). In seguito a tale sottoscrizione Ama torna proprietaria al 100 per cento del capitale sociale di International. È a quel punto che i soci di minoranza (Gesenu e Monte dei Paschi per l’appunto) maturano il diritto di opzione e prelazione sull’inoptato entro il primo ottobre. E ieri la svolta. La Gesenu, che ha come socio di maggioranza il gruppo Sorain Cecchini di proprietà dell’avvocato Manlio Cerroni che gestisce anche la discarica di Malagrotta, si impegna a rilevare il 60 per cento delle azioni. Mentre il Monte dei Paschi ci pensa su. Bisogna precisare, a questo punto, che in seguito all’aumento di capitale ai 2 milioni e mezzo di azioni ordinarie è stato dato il valore nominale di 1 euro l’una. Ed è proprio a questo prezzo che Gesenu (per un massimo di un milione e mezzo di euro) e, forse, Monte dei Paschi compreranno.
In pratica Ama, nel gestire International, ha perso tre volte. Prima con le perdite dovute alla disastrosa condizione in cui la società ha operato, poi, a luglio, ricapitalizzando per oltre 7 milioni e ora vendendo a un prezzo molto più basso la maggioranza dell’azienda al gruppo Gesenu. Per tutti questi motivi il consigliere d’amministrazione Dario Ricciuto ha votato contro la proposta di deliberazione presentando anche un appunto da riportare sul verbale di consiglio: «Nel suo complesso la vicenda Ama International è stata fortemente negativa per Ama. Infatti ha perso interamente il capitale versato, azzerato per reintegrare le perdite. Versa ulteriori 7 milioni e mezzo e, nella migliore delle ipotesi, si vedrà restituire dai soci di minoranza circa 1.650.000 euro». Come non fosse abbastanza, poi, nel caso si concretizzi la vendita a Gesenu, Ama si impegna a indennizzare la società di Cerroni per i contenziosi in corso per le commesse Senegal e Honduras. Fino a due milioni e mezzo nel primo caso, un milione nel secondo. Un affarone per Gesenu, un «buco nero» per i soldi dei contribuenti romani. Questa è stata Ama International.