Ama, una spina nel fianco di Veltroni

«In fatto di decoro urbano e di pulizia, a Roma, come in tutte le metropoli del mondo, si può e si deve fare sempre di più, e questo è uno degli impegni fondamentali della nostra amministrazione. Ma va anche riconosciuto che con i risultati, in molti casi notevoli, raggiunti in questi ultimi anni, la città ha visto crescere la propria pulizia e il proprio decoro». Il sindaco Walter Veltroni ha cercato di «rifugiarsi in calcio d’angolo» dopo le indiscrezioni che vorrebbero un azzeramento dei vertici aziendali dell’Ama.
Ma il tentativo del primo cittadino di gettare acqua sul fuoco, ribadendo la fiducia dell’amministrazione capitolina nei confronti dei dirigenti dell’Ama, ha sortito l’effetto contrario, dando la stura a una sequela di critiche, soprattutto da parte del centrodestra. «Il disperato tentativo di scaricare il peggioramento della raccolta dei rifiuti nella Capitale sui dirigenti Ama, nominati e guidati dalle politiche capitoline - sostiene il vicecapogruppo di Forza Italia alla Regione Stefano De Lillo - rivela che il giocattolo si sta rompendo: quello del consenso intorno all’immagine del sindaco Veltroni, reso possibile solo dalla separazione tra l’immagine del primo cittadino ed i problemi della città che avrebbe dovuto amministrare».
«Il ventilato azzeramento dei vertici dell’Ama, lasciato trapelare dal Campidoglio alla vigilia delle elezioni, è un’ammissione di colpa tardiva ma necessaria», afferma invece il vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Augello (An). A parte le battaglia di denuncia di cui ci siamo resi protagonisti negli ultimi mesi, relativa agli sfaceli commessi in Senegal e in Colombia - continua Augello - il gruppo dirigente dell’Ama si è reso responsabile di scelte inaccettabili sul piano gestionale e manageriale, di una pessima qualità del servizio in città, oltre che di una rissosità interna che non ha giovato all’immagine dell’azienda». «Siamo allibiti - dice il capodelegazione di An al Parlamento europeo, Roberta Angelilli - improvvisamente dopo cinque anni di amministrazione, il sindaco Veltroni si accorge solo in campagna elettorale che Roma è una città sporca e che i romani sono assolutamente insoddisfatti. È chiaro che è in atto un vero e proprio regolamento di conti all’interno del centrosinistra».
Il consigliere comunale di An Marco Marsilio sostiene che «se Veltroni azzera i vertici di Ama sarà sempre troppo tardi. Quali sono i problemi dell’azienda l’ho denunciato più volte - sottolinea Marsilio -, nei giorni scorsi sul tavolo di Veltroni sono piovute una dozzina di interrogazioni dove denuncio di tutto: assunzioni di comodo, fallimenti industriali, errori strategici, sprechi e privilegi. Se poi Tudini, come sembra, vuole dimettersi per denunciare l’assenza da parte del Comune di una politica industriale per favorire interessi privati, non ha che da farlo e soprattutto dirlo a chiare lettere».
«In quel caso, e solo in quel caso - conclude Marsilio - ci troverà al suo fianco per denunciare Veltroni. Ma sino ad oggi, purtroppo, Tudini è stato il capo dell’azienda ed esecutore materiale di questa politica profondamente sbagliata che ha subordinato l’interesse della collettività ai forti interessi privati del settore». «Qualora venissero confermate le indiscrezioni sulla rimozione dei vertici dell’Ama - chiosa Fabio Schiuma (An) - significherebbe solo che Tabacchiera verrà chiamato a rispondere di colpe non sue. Ama oggi è al collasso, ma la colpa non è certo di Tabacchiera che ha avuto le mani legate dai partiti del centrosinistra per tutto questo tempo e, anzi, ha lavorato per evitare di trasformare Ama in una sezione distaccata dei Ds».