Amadeus: lascio «L’Eredità» e prendo quella di Gerry Scotti

Il conduttore ha firmato il contratto: tre anni a Mediaset con il quiz preserale

Laura Rio

da Milano

Va a prendere il posto del suo rivale e combatterà contro la propria creatura. È un doppio salto morale quello che l’altra sera Amadeus ha siglato a Cologno Monzese. Il presentatore ha infatti messo la firma sotto il contratto di cui si parlava da settimane. Un accordo di tre anni con Mediaset per condurre un quiz preserale che andrà a sostituire Passaparola e il Milionario. Così dal 4 settembre Amadeus, Ama per gli amici, Amedeo Sebastiani all’anagrafe, alle sette meno dieci non apparirà più sullo schermo di Raiuno come ha fatto negli ultimi sei anni, ma su quello di Canale 5. E, contro, sull’ammiraglia Rai, avrà (sempre che l’Eredità non venga sostituita con un altro quiz che verrà testato a giugno) il gioco da lui stesso ideato quattro anni fa.
Quello di Amadeus non è un passaggio indolore: lascia viale Mazzini con l’amaro in bocca. Deluso perché il suo lavoro non è stato valorizzato come avrebbe voluto. Dopo sei anni passati a fare «l’impiegato» dell’ammiraglia Rai guidando con diligenza tutti i giorni il preserale, avrebbe desiderato uno show più in vista. L’attrito tra lui e i vertici Rai sono esplosi la sera della premiazione degli Oscar Tv, a marzo, quando Amadeus, pur vincendo il premio come miglior programma dell’anno, non si è presentato sul palco dell’Ariston a Sanremo lasciando tutti di stucco.
Amadeus, se ne va dal nemico...
«In effetti. Ho combattuto una lunga sfida con Gerry Scotti. L’Eredità ha sempre superato Passaparola e quest’anno anche il Milionario. E ora vado ad occupare la stessa casella ma dall’altra parte. Non avevo altra scelta: in Rai non mi hanno offerto alternative valide».
Lei insegue Scotti: da Radio Deejay, a Deejay Television, al Festivalbar, al Quizzone...
«Sì, spesso ho raccolto la sua eredità. Per me è un maestro. Lui era stanco del preserale e ora si dedicherà alle prime serate e alla fiction».
Cosa offrirà al pubblico di Canale 5?
«Un nuovo quiz basato su precisione, coraggio, memoria e intelligenza dei concorrenti. Gli autori siamo io, Stefano Santucci e Stefano Vicario che lasciano la Rai, produzione della Triangle di Silvio Testi».
Non potrà non vincere la sfida con la sua ex creatura...
«L’obiettivo è quello. Siamo pagati per fare gol. Il 4 settembre, primo giorno su Canale 5, compio 44 anni: se cambio casacca non lo faccio solo per partecipare».
Amareggiato con la Rai che non ha rilanciato per tenerla?
«Sì, molto. Mi hanno tolto Music Farm e ricordiamoci che la prima edizione da me presentata andò molto meglio delle ultime due guidate da Simona Ventura. Stessa cosa per la conduzione della serata dell’Oscar Tv. A metà stagione mi chiusero anche Quiz Show che andava benissimo. Infine, in quattro anni di buoni risultati dell’Eredità nessuno mi ha dato una pacca sulla spalla».
Il direttore di Raiuno Del Noce ha detto che lei ha chiesto troppi soldi...
«Mai posto una questione economica. Io volevo solo che mi offrissero progetti artistici interessanti: una Miss Italia, una Lotteria, un Sanremo. Non è successo. Dall’altra parte, a Mediaset, c’era un’azienda desiderosa di accogliermi».
All’inizio con Del Noce andava d’accordo...
«Sì infatti fu lui ad affidarmi il preserale dandomi carta bianca sulla scelta del quiz. Poi qualcuno in quell’azienda non mi ha più ben visto».
Non è stato molto carino nei confronti del suo pubblico non ritirare il premio dell’Oscar Tv a Sanremo...
«Infatti dopo ho cercato di spiegare il significato di quel gesto e mi sembra proprio di essere stato capito».
Mediaset vi prende in coppia: lei e la sua compagna di vita Giovanna Civitillo, famosa per la «scossa»...
«Sì. Ma non ho posto il problema di trovare un’occupazione alla mia fidanzata. Lei è brava: aveva già avuto proposte da Italia Uno prima dell’accordo. Si è già vista in Comedy Club, anche se lo show non è andato bene».
Intanto entrambi tornate a lavorare a Milano, la sua città...
«Una grande cosa: sarò di nuovo vicino a mia figlia Alice tutti i giorni».