Un’amante braccata per quattordici anni

Affetto da una gelosia morbosa Stefano Savasta non solo ha perseguitato per 14 anni la sua amante, ma anche chiunque si avvicinasse. Compreso Stefano Cerri che da tre mesi risulta scomparso nel nulla. L’uomo infatti subì nel gennaio del 2007 la visita di due scagnozzi armati, poi identificati e denunciati, che lo spaventarono a morte. Senza contare le telefonate anonime alla moglie di Cerri a cui Savasta svelò «la tresca» del marito. Ma poi anche pedinamenti e fotografie scattate all’amante appena allacciava anche solo un’amicizia con un uomo. Che veniva puntualmente fatto oggetto di telefonate anonime, allo scopo di fare terra bruciata intorno alla donna. Poco prima della fine della loro relazione, lei andò in vacanza in Turchia e Savasta la fece seguire da un investigatore privato. Durante il periodo in cui la vittima ha lavorato nell’azienda di Savasta, dal 1994 al 2006, era sottoposta a stretta sorveglianza: il suo telefono era collegato a un impianto di registrazione mentre nell’auto aziendale era stata piazzata una cimice e un localizzatore satellitare. Alla fine del 2006 lei si licenzia e lo lascia e lo stalking diventa persecuzione aperta che culminerà con la spedizione punitiva di due bruti che pestano a sangue la donna.