Amarcord tra Sant’Eustachio e piazza Navona

L’Epifania nell’Ottocento era una ricorrenza talmente importante da essere preceduta dal termine Pasqua. Veniva attesa da tutti, grandi e piccoli, con impazienza, perché «er giorno de Pasqua Bbefania, che vviè a li 6 de gennaro - scriveva Giggi Zanazzo - da noi, s’aùsa a ffasse li rigali. Se li fanno l’innamorati, li spòsi, ecc. ecc. Ma ppiù dde tutti s’ausa a ffalli a li regazzini. Ortre a li ggiocarèlli, a questi, s'ausa a ffaje trova' a ppennòlòne a la cappa der cammino du’ carzette, una piena de pastarèlle, de fichi secchi, mosciarèlle, e un portogallo e 'na pigna indorati e inargentati; e un’antra carzètta piena de cennere e ccarbòne pe’ tutte le vorte che sso’ stati cattivi».
«La befana, a li fiji, è necessario/de fajela domani eh sora Tolla?», si legge in un sonetto del Belli. «In giro oggi a crompà c’è troppa folla./A li mii je la fo ne l’ottavario./A chiunque m’accosto oggi me bolla:/e com’a Sant’Ustacchio è qui ar Zudario./Dunque pe st’otto giorni io me li svario;/e a la fine, se sa, chi venne, ammolla./Azzeccatece un po d’un artarino/oggi che ne chiedeveno? Otto gnocchi/e d’una Pupazzaccia un ber zecchino./Mò ognuno cerca de cacciavve l’occhi;/ma quanno sémo ar chiude er butteghino/la robba ve la dànno pe bajocchi».
La fiera della Befana fu trasferita da piazza S. Eustachio e strade limitrofe a piazza Navona nel 1872 dopo i lavori di pavimentazione e l’illuminazione a gas. Ai bordi dell'amplissimo marciapiede centrale vennero erette 120 baracche di legno col tetto ricoperto di zinco, tutte uguali e simmetriche, fornite dal Comune di Roma.
Anche la Befana 2008 si adegua alla "tradizione" dell'incremento annuale dei prezzi, rincarando i costi delle calze piene di caramelle e cioccolate, di indumenti e di giocattoli con una previsione di aumenti del 12% per i consumatori. Ecco alcuni esempi. La calza vuota da 2 a 10 euro è passata da 3.50 a 11.00 euro (+10 %); la calza riempita da 7 a 50 euro costa da 7.50 a 56 euro (+12 %); una confezione di carbone da 100 g. da e 1.50 a 1.55 euro (+3 %).
La diminuzione di taluni prezzi è addebitabile all’entrata in commercio di modelli di giocattoli più evoluti e accessoriati, per cui solo se si acquistano giocattoli prodotti e messi in commercio negli anni precedenti, si può riuscire a trovare un prezzo abbordabile.
I giocattoli si dividono in giocattoli classici - giochi da tavolo, bambole, peluche, macchinine - e in giocattoli interattivi - playstation, nintendo, gameboy - cioè di nuova generazione. Federconsumatori consiglia, per entrambi i tipi, di verificare che vi sia contrassegnato il marchio di garanzia della conformità alle norme europee CE - con piena osservanza della legge 313 - apposto direttamente dal fabbricante del prodotto o da un ente certificatore accreditato dal Map (Ministero delle attività produttive).