Amarilli, la brigatista della porta accanto

I colleghi del call center: «Un tipo combattivo ma riservato, su di lei giravano già delle voci»

nostro inviato a Padova
L’unica donna arrestata nel blitz antiterrorismo dell’altro giorno ha un visino dolce, capelli e occhi scuri, e come quasi tutti i suoi compagni è giovane e insospettabile.
La padovana Amarilli Caprio porta un nome greco che significa «brillante»: quello di una pastorella cantata dai poeti Teocrito e Virgilio. Lo scelse il padre, preside di scuola superiore di origini calabresi. Ma a dispetto del nome poetico, Amarilli non è una sognatrice: quando al quarto anno del liceo scientifico Alvise Cornaro di Padova seguì uno speciale corso pomeridiano di filosofia condotto dal professor Armando Girotti, si iscrisse al gruppo di studio dedicato a David Hume, empirista e radicale.
Nelle intercettazioni captate dagli inquirenti, Claudio Latini definisce lei e un altro degli arrestati, il giovanissimo Alfredo Mazzamauro, «due ragazzetti» da inserire nell’ambiente universitario per vedere se si trova «qualche persona interessante» da arruolare. La Caprio, che non è proprio una ragazzina (compirà 27 anni il prossimo 19 giugno) e Mazzamauro si sono trasferiti lo scorso autunno da Padova a Milano proprio per infiltrarsi negli atenei. Lei si era iscritta alla Statale. Frequentava già l’università, facoltà di lettere e filosofia a Padova: studi ancora da completare perché la morettina non pensava soltanto a studiare, ma lavorava, militava nella Cgil e frequentava il centro sociale «Gramigna».
È entrata nel 2001 alla Tnt, corriere espresso. Lavorava al call center di Limena, alle porte di Padova. Inizi con contratti precari, poi trasformati in un’assunzione definitiva dopo una battaglia che lei stessa ha condotto in prima persona. Si sentiva addosso la stoffa della sindacalista. Entrò immediatamente nelle rappresentanze aziendali: l’accordo integrativo firmato dalla Tnt Global Express il 31 luglio 2002 a Milano porta anche la sua firma tra i membri delle Rsu/Rsa.
L’iscrizione formale alla Filt-Cgil (la federazione dei lavoratori dei trasporti) porta la data del 1° marzo 2005. Paolo Tollio, segretario della Filt di Padova, è sorpreso: «Tutti i precari combattono per avere il posto fisso, ma lei si dava molto da fare. Quando sono arrivato, tre anni fa, l’ho trovata già inserita. Partecipava ai direttivi, ma in sede si vedeva di rado. Un tipo combattivo, ha sempre manifestato apertamente i propri toni critici verso i contratti nazionali di lavoro e soprattutto verso la riforma Biagi».
I colleghi della Tnt di Limena sono sconcertati. Gloria Beggio, responsabile del call center, dice di conoscere Amarilli. «Ma non posso dire altro. Non è più nel nostro organigramma. Sono sorpresa, come tutti ovviamente. Era una ragazza impegnata, che si dava da fare, ma stava molto sulle sue. Di sicuro non dava l'idea di essere una terrorista».
A Padova l'ultimo indirizzo conosciuto era in via Varese. Ma anni prima era stata protagonista, assieme ad altri giovani del «Gramigna», di occupazioni delle case sfitte dell'Ater, l'azienda degli alloggi popolari. Nel 2003 finì davanti al giudice proprio per l'occupazione abusiva di un appartamento in via Cavalieri. Il pubblico ministero chiese per lei e un amico, Mattia Boscaro, una condanna a 500 euro di multa. «Una ragazza tranquillissima, brava, studiosa», la descrive l'avvocato Chiara Balbinot che la assistette all'epoca e oggi difende gli altri arrestati padovani. «Ho tutte le mie riserve su questo arresto».
Amarilli Caprio ha lasciato la città del Santo in settembre. «Ha detto che sarebbe andata a Milano, aveva voglia di riprendere gli studi», ricorda Tollio. Secondo gli investigatori, sarebbe già stata inserita nell’organizzazione terroristica e con il trasferimento in Lombardia diventava (con Mazzamauro) l'anello di congiunzione tra la cellula padovana e quella milanese. Nel call center della Tnt di Vignate si è fatta subito conoscere. Lo scorso 4 novembre i Cobas avevano proclamato uno sciopero contro il precariato e lei, arrivata da pochi giorni, era stata l'unica della Tnt ad aderire. Perfino i colleghi sindacalisti si erano stupiti. Rino Cortorillo, segretario della Filt-Cgil Lombardia, racconta: «Non la conosco di persona ma devo dire che alcune voci mi erano già arrivate».