AMARILLI NIZZA, a Caracalla il fascino del soprano giramondo

In tanti hanno provato a indovinare il suo segreto, però nessuno c’è riuscito fino in fondo. Forse perché il successo è fatto di tanti ingredienti, nessuno indispensabile, ciascuno necessario. E quello grandioso raggiunto negli anni dal soprano Amarilli Nizza è difficile da definire quanto le mille sfaccettature che lo compongono. Fatto sta che «Milly», così la chiama in maniera vezzosa chi la conosce meglio, sarà la protagonista della «Madama Butterfly», al debutto domani alle Terme di Caracalla, dove vestirà gli impegnativi panni di Cio-Cio-San. Per Amarilli Nizza si tratta di una sorta di cerchio che si chiude, un gradito ritorno al passato, alle sue origini, a quel 1993 che per lei segnò l’esordio con la stessa opera al teatro Vespasiano di Rieti. Soprano un po’ atipico, è capace di sovvertire ogni aspettativa spontanea associata al ruolo che ricopre: alta, slanciata, capelli e occhi chiari, è bella e pure «glamour», come spesso l’hanno etichettata. Ha una vocalità agile, un timbro corposo, una grande duttilità tecnica, che va a braccetto con un’altra dote, quella di essere un’attrice carismatica e seducente.
Nata a Milano, ha coltivato il suo talento in mezzo alla natura, nella campagna romana, in quell’ampio polmone verde che si incastra in maniera perfetta tra i laghi di Bracciano e Martignano. È in questo paesaggio bucolico, d’altri tempi, lontano dal caos della metropoli e a due passi due da Anguillara Sabazia, che Amarilli Nizza si è avvicinata al mondo della musica, a quell’universo così ammantato di fascino e di mistero. A seguirla nel suo percorso è stata una maestra di lusso, una che qualsiasi studente avrebbe voluto ritrovarsi dall’altro lato della cattedra: la nonna Claudia Biadi, a sua volta nipote della grande soprano falcon Medea Mei Figner, che nel passaggio tra l’800 e il ’900 conobbe e lavorò con lo stesso Puccini, oltre che con Toscanini e Caruso.
Una dote di famiglia, dunque, che si è ritrovata scorrere nel sangue e che le è stata trasmessa con amorevole cura. Il suo talento naturale ha fatto il resto: Milly si è esibita in Cina e Giappone, Stati Uniti e Brasile, in Europa e in tutta Italia. Ha calcato i palcoscenici più prestigiosi rastrellando premi a destra e a manca e aprendo stagioni su stagioni, come quella dell’Arena di Verona di due anni fa, dove fece vibrare nelle sue corde vocali le note abbacinanti dell’Aida zeffirelliana.
Il suo curriculum è un lenzuolo a due piazze di date, riconoscimenti e applausi a scena aperta. Tosca, La Boheme, Otello, La Traviata, Il Trittico, Il Trovatore e La Vedova allegra sono soltanto alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Tanti come la folta schiera di interpreti e maestri con i quali ha avuto il privilegio di lavorare e ispirarli a sua volta. Citarne uno o due significherebbe fare un torto ad altri. Meglio dunque chiudere con una sortita nella vita privata della protagonista di questo ritratto a tinte lucide, dove i colori sono talmente brillanti che potrebbero abbagliare. Amarilli è moglie di Marco e mamma di Filippo. Ama la vita sana e sportiva, il cibo biologico e i trattamenti olistici, come i massaggi ayurveda e shiatsu. Ma è pure cintura nera di karate e grande appassionata di ippica, sport che pratica con ottimi risultati. Ha un fisico da modella e una voce da brividi. Eccola qui la regina che le Terme di Caracalla sono pronte a far salire sul trono.
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