Amato: «Centri per immigrati? Non possiamo farne a meno»

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da Roma

I Centri di permanenza temporanea per immigrati (Cpt) «non hanno funzione punitiva ma hanno la funzione di tenere nella disponibilità dell’autorità persone che sono entrate illegalmente e che devono tornare da dove vengono». Si tratta di strutture «che sentiamo il dovere di migliorare ma non pensiamo che si possa farne a meno. La necessità di identificare queste persone e rimandarle nei Paesi da dove provengono è ineludibile». Sono queste le parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che ha riferito alla commissione Affari costituzionali al Senato il suo parere sul ruolo dei centri per immigrati.
Amato ha anche aggiunto: «Non possiamo consentire alla criminalità organizzata di fare entrare indiscriminatamente e liberamente gruppi di immigrati, ovunque essi vengano portati con un barcone: significherebbe dare alla criminalità un incoraggiamento senza pari a continuare a farlo. Dare luce verde agli ingressi senza respingerli significa rendersi corresponsabili della morte di migliaia di persone che perdono la vita nel deserto e nelle acque del Mediterraneo, perché quel traffico aumenterebbe ancora di più». Amato ha definito «agghiaccianti» i resoconti relativi alle traversie di chi muore nel deserto libico in attesa di imbarcarsi verso l’Europa e ha sottolineato l’esigenza «di distinguere tra i delinquenti che si infilano in quei barconi e le madri di famiglia che hanno venduto il letto e arrivano con i figli». La gestione dei Cpt «deve essere più» aperta. Abbiamo deciso di costituire una commissione di ispezione. Ho il parere favorevole dell’Onu». «Dobbiamo far sì che i Cpt siano un luogo di trattenimento di persone che noi dobbiamo solo identificare e rimandare da dove vengono».
Pronta la replica del presidente dei senatori di Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena: «Apprezziamo le parole di Amato sul diritto d’asilo e sulla consapevolezza della sofferenza dei migranti. Se si faranno le riforme e saranno regolarizzati gli immigrati che lavorano in Italia, sarà inutile e iniquo tenere aperti i Cpt. Affermare che sono indispensabili significa rinunciare a un punto del programma dell’Unione che ne prevede invece il superamento».
«Amato non parla il linguaggio dell’Unione» ribattono da destra i senatori Alfredo Mantovano (An) e Isabella Bertolini (Fi). «Il ministro difende la funzione dei Cpt; così contraddice l’Unione che voleva un loro superamento. Ora l’esecutivo presenti al Parlamento un decreto legge e tenti, se ci riesce, di farlo approvare. Il resto sono chiacchiere».