Amato difende la polizia: "Londra pensi ai suoi tifosi ubriachi"

Il ministro dell'Interno risponde al governo inglese sugli scontri di Roma e su quelli di Manchester. "Un agente italiano forse ha esagerato con il manganello, ma non è quella la foto della nostra polizia"

Roma - "Mi dispiace che i tifosi italiani si siano messi in condizioni di essere fermati a Manchester, ma credo che anche il mio collega inglese sia dispiaciuto per i tifosi del Manchester che hanno girato ubriachi per tutto il giorno a Roma". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, a margine della firma del protocollo di intesa sulla presenza degli steward negli stadi. "Questo accade - secondo Amato - se si vedono queste vicende all'insegna del 'Dio stramaledica gli inglesi' oppure 'Dio stramaledica gli italiani': cerchiamo di vedere da tutte e due le parti come si distribuiscono i vizi e le virtù". Poi un complimento ai colleghi d'Oltremanica: "Io apprezzo il modello inglese, noi stiamo andando in quella direzione. Ma parte del modello inglese è anche dato dall'immediatezza del giudizio su chi commette violenza negli stadi: è questo il deterrente più efficace".

Poi la difesa della polizia italiana. "Non c'è dubbio che forse un poliziotto ha ecceduto usando il manganello contro un tifoso a terra, ma giudicare la polizia italiana solo da quell'immagine è deformante". Ha aggiunto Amato. "La televisione ha concentrato l'attenzione sugli spalti, su una singola immagine, ma le cose più gravi sono accadute fuori dall'Olimpico, dove i feriti non sono stati causati dalla polizia, ma da accoltellamenti. Come mai tanti giovani vanno in giro con un coltello in tasca? Dobbiamo capire meglio come fronteggiare il fenomeno".