Amato e la «sottigliezza» da 30 milioni di euro

Sono preoccupato perché nei miei quasi 79 anni di vita di persone che non avrei voluto vedere insediate al Quirinale ne ho dovute sopportare diverse. E vorrei non dover sopportare quella che riterrei la peggiore: Giuliano Amato, da molti considerato una «riserva della Repubblica». Delle «disinvolture» amministrative di Giuliano Amato è abbastanza noto il furto con destrezza del 6 per mille dai conti correnti bancari, perpetrato con sottile astuzia un venerdì sera, quando i titolari dei conti non potevano difenderli.
Meno nota, ma altrettanto sottile, è un'altra trovata, sua o del suo governo. Quella di sovrattassare gli utenti elettrici italiani col pretesto di sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, ma escogitando un trucco normativo grazie al quale l’enorme gettito di quel balzello è potuto finire in massima parte a petrolieri e riciclatori di rifiuti.
La distrazione di fondi pubblici conseguente a quella trovata è ammontata a 60.000 miliardi di lire (X Commissione della Camera, seduta del 6/11/2003), cioè a 30 milioni di euro. Una mega-truffa, conosciuta come «il caso Cip6», grossa come i «casi» Cirio e Parmalat messi insieme, ma che a differenza di quelli non è mai comparsa sulle prime pagine dei quotidiani. È comparsa invece, con tutti i particolari, in un capitolo del libro Licenziare i padroni?, firmato nel marzo 2003 dall’economista Massimo Mucchetti dell’Espresso. In quel capitolo l’autore ha definito l’affaire Cip6 come «frutto di un accordo scandaloso fra il Gotha del capitalismo italiano, l’Enel e il governo Amato».
Ma il peggio è che il caso Cip6 è anche la causa principale del gap accumulato dall’Italia nel settore delle fonti rinnovabili. In quello solare, esempio clamoroso, il Paese del Sole è dietro perfino alla Finlandia e alla Norvegia. Merita ancora ricordare che la distribuzione diciamo scorretta dei fondi pubblici Cip6, avviata nel 1992 dal governo Amato, è stata tollerata per 13 anni dai successivi governi di centrosinistra e bloccata solo dal governo Berlusconi con la legge 62 del 2005. E aggiungere che è stato ancora questo governo, fra il 2005 e il 2006, ad almeno iniziare la rimonta del ritardo italiano nelle fonti rinnovabili, con i due decreti Scajola sul «conto energia» per il fotovoltaico.
di «Energia dal Sole»

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Anch’io, caro Libero, diffido grandissimamente di Giuliano Amato e riterrei una iattura vederlo installato al Quirinale. Ci manca solo un Presidente della Repubblica uso a scippare gl’italiani nottetempo. Per non dire che il «dottor Sottile» risulta essere abituale frequentatore di casa Verusio, reginetta dei salotti stile&classe radicoprogressisti.
Mi trovo bene con lui, ebbe a confessare madame rispondendo a Claudio Sabelli Fioretti, «è il massimo della sottigliezza» e anche «una persona molto leale». Molto leale. Bah! Chissà cosa ne pensa da lassù Bettino Craxi. Però in quanto a sottigliezza niente da dire, quella del Cip6 le batte tutte: ce ne vuole di creatività per sfilare così, con uno schiocco di dita, 30 milioni di euro ai consumatori.
Paolo Granzotto