Amato non ascolta gli slogan delle nuove Br

Il 23 giugno scorso, a Padova, alcune frange dell’ultra sinistra hanno dato l’ennesimo esempio di inciviltà e di antidemocrazia. Questi gentiluomini pretendono la liberazione dei loro 15 confratelli arrestati il 12 febbraio, accusati di essere «le nuove leve del terrorismo». La protesta, ovviamente, si è svolta insultando l’attuale classe dirigente - che tra l’altro governa grazie al loro voto - vituperando Nassirya ed esaltando la Lioce e gli assassini di Biagi e D’Antona. Ritengo che il nostro Paese non meriti uno scempio come quello di Padova, e che, pertanto, si debba fare di tutto per stroncare sul nascere episodi di tale natura. Purtroppo non è così, in quanto al ministero degli Interni c’è un personaggio già noto per le sue disattenzioni, che questa volta ha fatto finta di non sapere e di non vedere. Guarda caso, però, ci si è ben accorti della dimostrazione dei pensionati, che, pur se non armati di bottiglie incendiarie e di bulloni, sono stati affrontati con più decisione dalle forze dell’ordine, quasi fossero loro i veri nemici della società. Bravo Amato, ha veramente dato prova di fermezza: con lei al governo ci sentiremo sempre più tutelati e tranquilli.