Amato alla Treccani? L’ennesima chance sprecata dalla destra

Caro Granzotto, le rivolgo due domande di natura diversissima, ma che sono certo appartengono alla sua cultura, che apprezzo a partire da quel gioiello che è la raccolta delle dispense di «Perché parliamo italiano». Prima domanda: quali super poteri possiede l’ineffabile prof. Giuliano Amato, l’Eta Beta della politica? Nonostante tutti i disastri da lui combinati nella semisinistra, a partire dall’era Craxi (poi da lui rinnegata), passando dalla notte in cui mise le mani nei nostri conti correnti promettendo la restituzione del maltolto a breve (per altro, mai avvenuta); tutti a destra continuano a cercarlo. L’hanno ficcato nella commissione per la Costituzione europea e sappiamo come è finita. Alemanno ha pensato di fargli dirigere la commissione per lo sviluppo di Roma e, fortunatamente, su ordine del fu Veltroni si dimise dopo poco. Ma ora lo nominano pure presidente dell’illustre Treccani. Dopo le ultime politiche non doveva dedicarsi ai sui amati studi? Seconda domanda: da dove deriva e cosa significa il suffisso «ate» di molti comuni del Milanese e del Varesotto (Linate, Gallarate, Baranzate, Agrate)?