Amauri più italiano che mai: insulta un ufficiale, poi si scusa

L'attaccante della Juventus, da pochi mesi ufficialmente italiano, litiga con un carabiniere per un divieto di sosta all'uscita da una discoteca torinese. Denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, ma poi si scusa: "I carabinieri sono un'istituzione importante"

Torino - Passaporto, maglia azzurra, multa, denuncia e poi le scuse. Più italiano di così... Non sono passati nemmeno sei mesi da quando Amauri si è messo in tasca il foglio di carta che lo rende italiano, documento voluto, desiderato, sudato e ottenuto. Un piede in questura e uno anche a Coverciano, con una maglia azzurra che suonava come un trionfale Inno di Mameli sulla naturalizzazione del calciatore nato in Brasile. "Sono molto orgoglioso", disse con spirito neo-patriottico ai giornalisti. E sei mesi dopo l'autografo del questore di Torino sul passaporto, arriva un'altra firma, più prosaica, che lo rende italiano, italianissimo. Amauri, infatti, è entrato a gamba tesa sulla più autoctona delle carte bollate: la multa. 

Denuncia per oltraggio L'attaccante infatti è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di Moncalieri per oltraggio a pubblico ufficiale. Il giocatore, ieri sera, all'uscita da un locale dell'hinterland torinese, si è visto contestare una infrazione di divieto di sosta. Roba da italiani. L'ufficiale si avvicina, scartabella il codice della strada e in quei pochi istanti, mentre le pagine frullano tra l'indice e il pollice, salta fuori la più italiana delle arti: l'improvvisazione. Si inventano scuse, mogli in pericolo, madri ammalate, divieti invisibili occultati chissàddove. E invece no. Secondo la versione dei militari, il giocatore brasiliano avrebbe reagito in modo scomposto, fino al punto da indurre il responsabile del servizio a denunciarlo per oltraggio.

Le scuse di Amauri L’attaccante brasiliano Amauri si dice "profondamente dispiaciuto di quanto accaduto ieri sera", quando, "in seguito ad una contestazione per divieto di sosta di fronte ad un ristorante". "Un episodio spiacevole", lo definisce Amauri in una dichiarazione affidata al sito della Juve. "I Carabinieri sono un’importante istituzione italiana, per la quale nutro il massimo rispetto e con la quale provvederò a ricomporre l’accaduto", dice il brasiliano. Dal canto suo, la Juventus, "dopo essersi confrontata con il giocatore, prende atto delle sue dichiarazioni e ribadisce il rispetto e la collaborazione con le istituzioni, cui tutti i propri tesserati si devono adeguare".