Amauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in Champions

I bianconeri vanno sotto di un gol a Bratislava, ma il brasiliano pareggia e prende anche un palo. Poi è soltanto un allenamento. Stasera <strong><a href="/a.pic1?ID=286077" target="_blank">la Fiorentina a Praga senza Mutu
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All’andata giocarono Del Piero e Trezeguet, ieri sera c’erano in campo Amauri e Iaquinta, mica male come alternativa. Ranieri non aveva paura, ma il 4-1 di San Siro nel Berlusconi restava un brutto segnale. E quattro erano proprio i gol che facevano da spartiacque fra l’Artmedia e il resto dell’Europa. Era solo scaramanzia, ma quando quella birba di Fodrek ha incastonato nella rete di Buffon una semirovesciata da film, allora anche per Ranieri è arrivato il momento del risveglio. Peccato che Molinaro non avesse chiuso su Szabo che aveva centrato quel pallone e ancora peggio che Grygera allungasse la sua estate da svampito. Magari non è neppure colpa sua, è solo una interminabile serie di coincidenze, ma appena il pallone di Fodrek ha varcato la riga della porta juventina, Buffon e Legrottaglie gli hanno lanciato uno sguardo sinistro.

La Juventus e Ranieri non si sono scomposti più di tanto, l’Artmedia che a Torino aveva fatto una modestissima figura, non poteva aver imparato tutto il calcio in quindici giorni, e così non è stata un’impresa rimettere la partita in riga: con questo Amauri tutto diventa semplice, specie se attorno a lui la squadra gioca per farlo divertire. Il brasiliano prima ha colpito un palo al quarto d’ora, e poi, con stacco aereo sontuoso e permanenza in quota, ha colpito di testa un cross di Molinaro dalla sinistra che ha pietrificato Kamenar e si è infilato sotto la traversa.

Altri pericoli la Juventus non ne ha corsi, l’Artmedia ci teneva moltissimo a non prenderne altri quattro davanti alla sua gente, ha vissuto questa partita con accelerazioni intrise di entusiasmo che mettevano a nudo la sua pochezza e solo i ritmi volutamente bassi impostati dalla Juventus hanno evitato una seconda goleada. Eppure all’inizio Ranieri aveva chiesto di forzare, almeno un quarto d’ora serio, e Nedved era stato il più ligio a seguire le sue direttive, a tratti ha fatto il pressing molto alto da solo, ma questa era evidentemente una partita che sentiva più di altri.

Più che all’Artmedia di ieri sera, Ranieri ha pensato alla Fiorentina di domenica sera, prima di campionato da bollino rosso. Ha tenuto al fresco Del Piero e Trezeguet per tutta la partita. Nel secondo tempo, quando Amauri e Iaquinta sono un po’ calati, la partita è diventata anche abbastanza noiosa, solo Nedved l’ha tenuta a galla con accelerazioni in verticale e in orizzontale ogni volta che riceveva la palla, folate che scatenavano gli applausi dei bravissimi tifosi slovacchi. Nel finale si è visto anche Giovinco, ha fatto delle cose, si è meritato questa passerella perché altro non è stata, ma per entrare nel clima giusto è servita. La Juve è rimasta fuori dall’Europa, giusto rientrarci in punta di piedi e in umiltà, l’Artmedia ha mantenuto la parte che il destino dell’urna le ha affidato, ha giocato con entusiasmo, ha mostrato il suo calcio elementare e asciutto, ha perfino segnato una rete spettacolare e alla fine potrebbe anche meritarsi il premio del miglior gol nelle due gare, nonostante all’Olimpico ne abbia presi quattro e non sia mai riuscita a mettere un solo pallone degno nella metà campo juventina. A Firenze farà molto più caldo ma intanto l’Europa è conquistata.