Amauri è triste ma con questo Ale è una Juve europea

Rabbia, grinta, cattiveria: tre qualità da Juve. Che le ha sciorinate tutte insieme nell'esordio ufficiale della stagione, mercoledì sera contro l'Artmedia Bratislava. La vecchia guardia ha fatto fino in fondo il proprio dovere: slavi travolti, Champions assicurata e una sensazione di compattezza che fa ben sperare per il futuro. Ranieri si è anche divertito a cambiare le carte in tavola dopo l'infortunio di Grygera (a proposito: il ceco sta bene): saluti al 4-4-2, dentro le tre punte per una squadra che è comunque parsa equilibrata grazie alla disciplina tattica di Poulsen e alla vigoria fisica di Sissoko. Unica nota davvero stonata, finora, l'infortunio che ha tolto di mezzo Zanetti per un mese: quando l'ex interista sarà a posto, allora sì che i bianconeri potranno essere pericolosi per tutti e affidarsi magari con una certa regolarità ai tre attaccanti. Tra questi ultimi, Del Piero pare ringiovanito di brutto, Iaquinta è il solito mulo disposto al sacrificio e Trezeguet non si può discutere. Quanto ad Amauri, dovrà essere bravo e mentalmente forte a non farsi schiacciare dalla presenza di Del Piero: se riuscirà a non immalinconirsi per un (possibile) utilizzo part-time, la Juve potrà sognare davvero.