«Amava il suo lavoro, era il migliore»

Guidava i camion della Traco. «Ma amava troppo questo lavoro, per lui la sicurezza era una vera passione». Adolfo Ferrara, ucciso per una rapina neppure riuscita, aveva trovato un posto alla Sicurpol e si sentiva nel suo. Così lo ricordano i colleghi, con la maglietta nera che non riesce a coprire i muscoli ma anche con gli occhiali scuri che non riescono a coprire gli occhi lucidi. «Ci conoscevamo dagli anni Novanta - interviene un metronotte di una società concorrente, che però è lì, davanti al furgone della tragedia -. Eravamo più che colleghi, eravamo amici, andavamo a mangiare fuori insieme. Era un professionista serissimo, preparato. Era diventato il responsabile del trasporto valori, ma svolgeva qualsiasi ruolo gli venisse affidato con lo stesso impegno. In discoteca la sera, come negli interventi per gli allarmi, era sempre scrupoloso. La sicurezza era anche il suo hobby, anche perché il lavoro non gli lasciava molto altro tempo».
Anche Giovanni, suo collega alla Sicurpol, non si dà pace. «Era il più preparato - scrolla la testa -. Era quello che insegnava agli altri. Se aveva paura? Il nostro lavoro è fatto di massima attenzione, lui l’aveva sempre». Poi la rabbia per una morte assurda. «Un rapinatore non sa cosa può esserci nel sacchetto - ripetono i colleghi -. Possono esserci anche cento euro. Ma Adolfo è morto per niente, neanche per quelli. Ieri mattina l’abbiamo visto alla partenza delle squadre, verso le sei e mezza. Era tranquillo, come al solito».
Vorrebbero dire dell’altro, sulla loro sicurezza. Ma lo lasciano ai rappresentanti della categoria, infuriati per l’accaduto. Venerdì è già stato indetto uno sciopero di tutti gli 800 addetti alla vigilanza privata della Liguria. Tutti i sindacati sono concordi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl aderiscono alla protesta e chiedono un faccia a faccia con il prefetto. Perché nel mirino ci sono anche le istituzioni, le leggi. «Le attuali direttive appaiono eccessivamente lassiste - attacca Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del sindacato Savip -. Sembra assurdo che banche e supermercati, pur pretendendo il servizio di trasporto valori, non siano disposti a pagare la tassa comunale per riservare un posto al furgono, costringendo così l’operatore a pericolosi slalom tra le vetture ed esponendolo a un maggior rischio di assalti. Si chiama “rischio marciapiede” e nessuno in Italia ne tiene conto». Sulla sicurezza, secondo Del Vicario «si vuole risparmiare, e tra i diversi istituti c’è una concorrenza al ribasso, si offrono servizi a prezzi stracciati».
Alessandro Marmello, presidente del Centro studi sicurezza, snocciola i dati preoccupanti: «I colleghi morti sino ad ora sono 43 negli ultimi 12 anni - attacca -. E innumerevoli sono stati i casi di portavalori assaltati selvaggiamente. Non dimentichiamo anche che negli ultimi tempi le guardie giurate vengono usate anche come deterrente in servizi antiterrorismo, ma non hanno le qualifiche adeguate ai servizi che svolgono». Anche dal mondo della politica arrivano reazioni, che chiedono più tutela per gli addetti alla sicurezza. «Occorre approvare subito la riforma sulla vigilanza privata in dirittura d'arrivo alla Camera - incalzano i parlamentari della Lega Nord Luigi Peruzzotti e Pietro Fontanini -. L'assassinio di Genova ripropone urgentemente una nuova norma giuridica per le guardie giurate che attualmente è ferma con i timbri del fascio littorio al 1931». E Gianni Plinio, capogruppo di An in Regione, dopo aver spedito un telegramma di cordoglio ai familiari e ai colleghi di Adolfo Ferrara, ricorda di aver presentato pochi giorni fa una proposta di legge in Regione per garantire un’assicurazione alle vittime della delinquenza.
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