Amazon lancia una nuova sfida: venderà online carote e bistecche

Esperimento pilota a Seattle: gli alimenti consegnati a domicilio entro 24 ore. Ma Bezos è già pronto ad allargare l’attività

da Milano

Sono solo dodici camion, mischiati nel traffico caotico di Seattle. Ma non passano inosservati. Portano l’inconfondibile marchio di Amazon, con una piccola variante nel logo: la lettera «o» è sostituita dal disegno di un vivido rapanello rosso. Si chiama Amazon Fresh, ed è l’ultima scommessa di Jeff Bezos, fondatore del maggiore colosso mondiale nel commercio elettronico.
L’obiettivo, infatti, è sfondare laddove altri hanno fallito: ovvero, nel business online dei prodotti alimentari. Insomma, nella consegna porta a porta di frutta, verdura, carne e pesce 24 ore dopo l’ordine effettuato al computer. Il sistema per fidelizzare la clientela è quello per inviti, con l’obbligatoria iscrizione al sito AmazonFresh.com, ma i fattori di successo su cui il gruppo punta sono la tempestività nell’evasione degli ordini, la freschezza dei prodotti (lasciati sulla porta di casa in contenitori refrigerati e isolati) e la convenienza. Con almeno 50 dollari di shopping la consegna è gratis, ma ne bastano 25 per le consegne effettuate prima del sorgere del sole.
Per Amazon si tratta di un beta test, un esperimento dunque limitato per ora a una sola zona di Seattle. Se avrà successo, le maglie della rete si allargheranno. La cautela con cui lo staff di Bezos si muove è di rigore in un comparto in cui la deperibilità delle merci può rivelarsi un boomerang micidiale e i margini di profitto sono piuttosto risicati.
I precedenti sono tutt’altro che incoraggianti, a cominciare dal caso di WebVan, sviluppatasi negli anni ’90 fino al punto di essere riuscita ad allargare la propria presenza in 26 città americane prima di finire, nel 2001, in bancarotta. E non migliore fu la sorte di HomeGrocer, ShopLink e Streamline.
In caso di espansione extra-urbana, Amazon sarà inoltre costretta a misurarsi con le società che non sono state messe in ginocchio dalla relazione pericolosa tra alimentari e informatica: da Peapod.com a FreshDirect.com, fino alla newyorchese YourGrocer.com.
Anche se la partita non si annuncia facile, certo non sono le sfide a spaventare Bezos. La stessa storia di Amazon è il paradigma di una sfida. Vinta. Nata nel 1994 con il nome di Cadabra, poi sostituito a causa di quell’assonanza sinistra con la parola «cadaver», Amazon cominciò l’attività come libreria on line, per passare in seguito alla vendita di cd, dvd, prodotti elettronici, giocattoli e altro ancora. Se all’inizio sembrò una delle tante dotcom sorrette dalla formidabile spinta speculativa di quegli anni, lo scoppio della bolla trovò Amazon ancora saldamente in piedi. Alla fine del 2002 arrivarono i primi - magri - profitti, quindi l’ammissione allo S&P 500 nel 2005 e il raggiungimento, l’anno scorso, di vendite per 15,7 miliardi di dollari.