Ambiente, appello dei geologi: lo Stato usi noi per prevenire i disastri

Più geologi nella pubblica amministrazione per prevenire i disastri. È quanto chiedono i presidenti degli ordini regionali, riuniti oggi a Genova: «Negli ultimi 30 anni spesi oltre 100 miliardi nelle emergenze, ma ne bastavano 45 per mettere in sicurezza il territorio»

Più geologi nella pubblica amministrazione per prevenire i disastri. È quanto chiedono i presidenti degli ordini regionali dei geologi, riuniti oggi in conferenza a Genova, che denunciano: «Oltre 100 miliardi sono stati spesi in Italia negli ultimi 30 anni nelle emergenze quando ne bastavano 45 per mettere in sicurezza il territorio». «Lo Stato sembra non aver bisogno di noi. Da 50 anni si preferisce rincorrere l'emergenza, chiamare i tecnici ma solo il giorno dopo perché politicamente è più conveniente» afferma il prof. Domenico Calcaterra dell'Università di Napoli -. In Italia sono state censite 480 mila frane. Soldi per bonificarle tutte non ci sono. A maggior ragione è necessaria nella pubblica amministrazione la presenza dei geologi che affianchino i politici e gli amministratori nelle decisioni». Un dato, fra i tanti emersi nel convegno: in 20 anni, dal 1989 al 2009, la Calabria ha avuto come dotazione ordinaria circa 320 milioni di euro. Per un'unica emergenza tra quelle ultime, dallo Stato ne sono stati erogati 420. E ancora: al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici lavorano 103 persone: «Uno solo è un geologo - denuncia Vittorio D'Oriano, presidente dell'ordine della Toscana -. Tutti gli altri appartengono a professioni che con la scienza della terra non hanno nulla a che fare».