Gli ambigui giochi delle oligarchie

(...) che portiamo, spessissimo, la croce. Non c'è la massa alienata (ed alienante) dietro questa parola, c'è lo spontaneo ed individuale riconscersi, ciascuno, in una comunità plurale, in una somma algebrica di volontà individuali, che accetta la prova del numero come metodo di governo, ma non come valore etico.
Che brutta parola è la ggénte (doppia g ed é larghissima) che riempie la bocca e nasconde il diabolico concetto di volontà generale, dietro alla quale le più ignobili (spesso) oligarchie si occultano per imporre le loro scelte che se non sempre liberticide, quanto meno, sono tutto meno che a favore del popolo, spocchiosamente ritenuto bue. Questa breve premessa per dire che approvo il dibattito, libero e franco, sulla candidatura del prof. Henriquet (che, nella sua lunga carriera ha assistito e curato tanta gente, ma certamente mai la ggénte), candidatura che, per larga parte, condivido, ma che mi pare assai ed ancor più interessante per il metodo.
Le c.d. primarie non sono altro che fumo negli occhi: dietro di loro si nascondono i giochi delle oligarchie dei partiti e delle correnti, ma il risultato viene spacciato come la volontà della ggènte. Ma la gente, forse, sta imparando a vedere il re nudo.
Con immutata stima e cordialità.