Le ambiguità di Putin e Gorbaciov su Anna

«Anna Politkovskaya, giornalista del Washington Post, è stata uccisa da un killer. Essa indagava sulle condizioni dei prigionieri di Guantanamo e sulla prigione di Abu Ghraib. Il presidente George Bush non ha rilasciato dichiarazioni per quattro giorni. Oggi ha sottolineato che questo è un delitto inaccettabile. Un ex direttore della Cia ha dichiarato che la Politkovskaya può essere stata vittima di chi vuole screditare Bush oppure dei corrotti. Tutte le ipotesi sono plausibili». Che cosa accadrebbe al direttore e al giornale che pubblicassero una notizia così in Italia? Per l'assassinio della povera giornalista russa, che stava indagando sui crimini inumani commessi da un protetto di Putin, il macellaio Ramsan Kadirov, la libera stampa nazionale, che tarantola per i prigionieri di Guantanamo, questa nostra libera stampa accetta senza fiatare una disinformazione che, in perfetto stile Kgb, copre l'esecuzione della povera Anna, presentata esattamente nel modo che abbiamo virgolettato. Complimenti.
Per avvalorare tale condotta è sceso in campo il re dei disinformatori, Mikhail Gorbaciov, con un megafono provvidenziale, il quotidiano Repubblica. Peccato che Paese Sera non esista più.
Da disinformatore qual è, non nega l'evidenza, la inquina: allarga artificiosamente il campo dei possibili colpevoli. Lo zelante quotidiano Repubblica ne evidenzia il vaticinio tossico: «Non aveva un solo nemico, bisogna indagare nell'ambito di Cecenia e corruzione» cioè, a occhio e croce, quindici milioni di sospettabili. Non male come ipotesi investigativa. Complimenti.
La stessa pista ruffiana, quando si dice la coincidenza, salta fuori dagli schermi indipendenti di Rainews24, quella dello scoop del fosforo bianco, bianco bufala. Tutto questo fumo tossico per dare credibilità a due figuri, Gorbaciov e Putin, provenienti dalle file d'una polizia segreta che nulla ha da invidiare alla Gestapo. Per inciso, s'ebbero nebbie simili quando macellarono a sprangate, nel 2000 a Tbilisi, Antonio Russo di Radio radicale. Gorbaciov e Putin, agenti del Kgb, presidenti della Repubblica. È normale, vero? Complimenti.
Gorbaciov, il 13 novembre del 1979, firmò il documento del Comitato Centrale del Pcus che ordinò «ulteriori azioni» contro Giovanni Paolo II. Interrogato sul punto, sostenne: «A quel tempo azioni simili erano già state eliminate dall'arsenale del Kgb e proibite». Balle. Tentarono di uccidere il Papa e anche Lech Walesa. Gli andò male. Con Anna sono stati più fortunati. Complimenti.
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