Ambiguità a ritmo di rock coi Placebo

Simone Mercurio

Sei milioni di dischi venduti nel mondo, un milione nella sola Gran Bretagna, per i Placebo, questa sera alle Capannelle nell’ambito del RomaRock Festival (ore 21.30). Una forza e un carisma fortemente rock, ma elegante e molto english, quello dei Placebo. Uno stile che si muove tra Rem e Nirvana, per una band capitanata dal cantante anglo-americano Brian Molko, personaggio fuori dagli schemi, gran voce davvero inconfondibile per una figura androgina che ricorda David Bowie, e con un look dark che fa venire in mente quello di Robert Smith, l’anima e la voce dei Cure. Qualcuno si ricorderà di Molko, per il clamore che fece quando «osò» sfasciare la sua chitarra sul palco di un imbalsamato Ariston nel Sanremo 2001, durante un’ospitata decisamente «fuori target» in quel contesto. Oggi, i tre Placebo tornano in Italia per una serie di tappe del loro tour mondiale per promuovere il nuovo disco «Meds». A tre anni di distanza da «Sleeping with ghosts», il nuovo disco era molto atteso. Dolore, confusione, vendetta, amore, dipendenza fisica e psicologica sono questi i temi di «Meds». E in tre anni i Placebo si sono trasformati in un fenomeno globale, anche fuori dalla cara e vecchia Europa. Come gli album precedenti, questo nuovo lavoro gioca le sue carte principalmente su due fattori: da un lato, l’ambiguità dei testi e, più in generale, di Molko e soci, sempre pronti a lasciare riferimenti più o meno espliciti alla sessualità e alle droghe; dall’altro, l’atmosfera, creata con grande sapienza dalla particolarissima e inquietante voce del frontman, sia dagli arrangiamenti, spesso ben calibrati.
Registrato a Londra nell’arco di otto settimane, «Meds» segna il ritorno di una band che dopo dieci anni di presenza sulle scene musicali, continua dunque ad accrescere la sua fama. Per la realizzazione del nuovo album i Placebo hanno deciso di tornare alle origini, spogliandosi del superfluo al fine recuperare l’essenza di una rock band che dà il meglio di sé dal vivo. Questo è stato possibile anche grazie all'aiuto del produttore Dimitri Tikovoi. Secondo il frontman Brian Molko, infatti la formazione ha preferito dare più spazio alle canzoni, piuttosto che cedere alla tentazione di mostrare a tutti quanto sono diventati bravi in studio. Stasera su palco dell’ippodromo delle Capannelle saranno Brian Molko (voce, chitarra, armonica), Stefan Olsdal (basso, chitarra e tastiera) e Steven Hewitt (batteria).