Le ambizioni di Gasbarra

Silvia Cerioli

Alla fine, i «mercoledì di Piero Marrazzo» sono diventati realtà. L’ex conduttore di Mi manda Rai3 ha creato una nuova procedura, che non comprende il confronto collegiale tra assessori, ma direttamente con il sindaco di Roma. Che poi decida di fare l’esatto contrario di quanto consigliato dal primo cittadino, è del tutto marginale. La scorsa settimana c’è stata la riunione delle due giunte, nelle prossime si vedrà. La vera giunta si è però tenuta durante il lunch che Walter Veltroni e Marrazzo hanno consumato insieme. E proprio questo incontro a due ha evidenziato ancor di più l’assenza della Provincia di Roma. Durante la campagna elettorale il presidente Enrico Gasbarra aveva seguito con sollecitudine l’anti-Storace, dichiarando che avrebbe instaurato con lui e Veltroni «una continuità istituzionale». Come mai, dunque, questa dimenticanza? Ufficialmente, presto il presidente Marrazzo organizzerà una riunione ad hoc anche con Gasbarra. Stessa tempistica (un’ora di chiacchiere), stesso rito della foto di gruppo, stessi abbracci di circostanza. E, per parlare in pace di politica, stesso lunch. La verità è che il responsabile di Palazzo Valentini sta acquisendo molta visibilità, anche in virtù delle sue posizioni filo-prodiane. Ecco perché ha chiesto e ottenuto di celebrare più in là una giunta tutta per sé e per Marrazzo. Se Veltroni succede al Professore, infatti, Gasbarra potrebbe essere uno dei papabili in Campidoglio. Un «ritorno al futuro» che all’ex vicesindaco di Roma non dispiacerebbe. In fondo, a Palazzo Senatorio è già di casa.

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