Ambra Jovinelli Bergonzoni in «Nel» smonta e rimonta il teatro-matrioska

In bilico tra monologo e soliloquio, tra teatro dell’assurdo ed esplorazioni fantastiche, astrazioni logorroiche e tracimanti realtà. Un flusso verbale che inonda la platea tra alte e basse maree linguistiche, digressioni verbali, sconfinamenti letterari, svolazzi alfabetici, doppi sensi e sconnessioni temporali che arrivano all’orecchio più veloci della luce. Questo e altro è compreso nelle Bergon-zone artistiche del non-attore, performer, affabulatore e parolaio Alessandro Bergonzoni. L’attore, nato a Bologna nel 1958 e laureato in giurisprudenza, da anni un transfuga dalla gabbia sovraffollata della comicità classica, è in scena al Teatro Ambra Jovinelli fino al 22 marzo con il suo nuovo e spiazzante spettacolo Nel, co-diretto con Riccardo Ridolfi. Il quale, a proposito di Bergonzoni dice: «È un attore-attore impegnato nella ricerca di una precisione contemporaneamente complessa e comicamente dissonante».
Un interprete al cubo, insomma, che in questo nuovo, sbalorditivo copione-matrioska pieno di rimandi e angoli acuti, riflessioni e assurdità, fantasie e lampi di genio esplorerà altri, arditi territori verbali alla ricerca di nuovi frutti creativi. Del resto, il titolo del suo spettacolo - scelto pescando nella galleria delle preposizioni articolate - è rappresentativo del fatto di essere, da sempre, una voce fuori dal coro. Attore, autore, scrittore di sceneggiature, artista espositore, testimonial e chissà cos’altro ancora. «Marco il territorio NEL fare, NEL mentre, NEL guardare - scrive l’autore-attore-regista nelle note dello spettacolo - il dentresco una sorta di sorte, questo è il costrutto: costruire il distrutto». Si ride delle freddure, si ragiona sui conflitti verbali, si insegue il senso nel nonsense. Ma in Nel non c’è filo conduttore, nessuna via obbligata al ragionamento: solo pensieri ragionati ad alta voce, argomenti lanciati come schegge furenti sulla platea. È una specie di delirio consapevole che scompagina i flussi mentali. Un po’ come capitò nel 2004 con Predisporsi al micidiale, spettacolo di Bergonzoni premiato dall’Associazione nazionale dei critici di teatro. Stavolta con Nel l’autore focalizza al massimo il teorema dell’assurdo coniugandolo con una vis comica che non ha rivali.