Ambra torno al cinema: "Quant’è bello fare tv"

La showgirl reciterà nel film <em>Ce n’è per tutti</em>. E rivela: &quot;Gli sbagli della mia carriera? Li rifarei&quot;. E su Renga racconta: &quot;A Brescia con lui ho trovato un grande ambiente&quot;

Milano - Dopo diciassette anni di onorata professione nel mondo dello spettacolo, Ambra Angiolini, 31 anni, è di recente tornata al piccolo schermo da cui partì nel lontano 1992, telepromossa dalla coppia Boncompagni-Ghergo. Ospite fissa, dal 19 ottobre su La 7, nella terza edizione di Crozza Italia Live, al fianco del comico genovese, in tandem con la moglie Carla Signoris.

Sono già tre edizioni che fa da spalla al comico genovese. Che cosa funziona della vostra coppia mediatica?
«Il fatto che la nostra collaborazione sia nata in maniera molto morbida. Giusto un autunno fa Mauri mi chiamò per registrare una piccola parte, quella della pupa che andava a cercare raccomandazioni da lui nel ruolo di un padrino. Mi divertii tantissimo e quando dopo pochi giorni mi chiesero se volevo fare presenza fissa nella diretta della domenica non ci ho pensato due volte. Cotta e mangiata».

Come per Crozza la sua professione è segnata da incontri importanti. Pippo Baudo, Gerry Scotti, Mike Bongiorno, ma anche Dario Fo a cui, nel programma Milano-Roma, diede per prima la notizia della vincita del Nobel. C'è qualcuno che considera più maestro di un altro?
«Sì, Gianni Boncompagni che come un insegnante che incontri alle elementari mi ha fatto conoscere prima del tempo tutto ciò che mi sarebbe tornato utile in questa professione. Nel caso di Dario Fo, invece, ero con lui quando sull'autostrada ci superò un’automobile con un cartello con su scritto “Hai vinto il Nobel”. “Chi l'ha vinto?”, chiese lui allibito. Di certo non io, risposi».

A cavallo tra il 2001 e il 2002 ha lavorato anche nel musical Emozioni con Vladimir Luxuria. Lo segue sull'Isola?
«Sì, a me l’Isola rilassa. Con Vladimir ci siamo conosciuti in un circolo di cultura omosessuale Mario Mieli a Roma. Insieme abbiamo partecipato ai Gay Pride, sfilato e ballato sui carri. In un'occasione me lo ricordo vestito da Italia con un vestito a balze tricolore. Non so perché in confronto a lui io sembravo comunque una Cenerentola».

Il critico televisivo Aldo Grasso è un suo estimatore. «Gentile signora Ambra - ha scritto sul Corriere della Sera - la sua bravura ha bisogno di maggior protezione. Non accetti tutto quello le propongono: nulla si perde di quello che si lascia. Che cosa risponde?
«Alle critiche non si risponde. In realtà - è risaputo - sono una che dice molti no. Comunque la sua stima e la curiosità nei miei confronti mi lusingano».

«Ho 17 anni di lavoro alle spalle - ha detto - lavori anche sbagliati». Quali in particolare?
«Con il senno di poi rifarei tutto, seppur con una leggerezza consapevole che non sempre ho avuto. Per esempio al tempo di Carosello su Raidue nel '97, quando tutti gridarono al flop, avevo solo la leggerezza».

La consapevolezza quindi è arrivata poi, quando è stata lontana dalla tv per sei anni. Chi lo decise?
«È stata una decisione comune come quando ci si separa».

Adesso sta per tornare sul set del film «Ce n'è per tutti».
«È prodotto da Sauro e Anna Falchi per la regia di Luciano Marchionna. Ma di più non posso dire».

Nel periodo di anonimato le è mancata la televisione?
«Lo smarrimento non era solo nel lavoro. Era generale. Mi domandavo: e adesso da dove riparto? Ma non mi sono irrigidita».

E nel frattempo si è trasferita a Brescia, dove convive con il suo compagno Francesco Renga e dove crescete i vostri due figli. È riuscita a crearsi una rete di amicizie?
«Sì, in questo mi ha aiutato una qualità molto romana, credo, quella di parlare anche con i sassi. I sampietrini, anche qui al nord, sono tutti amici miei».