Ambrogini d’oro: un’altra notte di litigate a Palazzo Marino

L’anno scorso ci sono volute dodici ore per trovare un compromesso e scogliere il conclave. Premiata la Casa della Carità di don Virginio Colmegna proposta dal centrosinistra, ma anche la task force dei vigili incaricata degli sgomberi nei campi rom candidata dalla Lega. Domani alle 21 torna la lunga notte degli Ambrogini, edizione 2011, la prima con il sindaco Giuliano Pisapia sul palco del Dal Verme il 7 dicembre. Il presidente dell’aula Basilio Rizzo e l’Ufficio di presidenza (Andrea Fanzago, Riccardo De Corato e Luca Lepore) si riuniranno a porte chiuse con i capigruppo di maggioranza e opposizione per esaminare la lista dei 156 candidati e arrivare a una rosa. L’anno scorso fu assegnata una sola Grande Medaglia d’Oro, tre alla memoria, 30 medaglie d’oro e 40 attestati. Ieri Rizzo e i consiglieri dell’ufficio di presidenza hanno cercato almeno di fissare alcuni criteri per accorciare i tempi del match previsto domani a Palazzo Marino. «Dobbiamo ridurre il numero dei premiati» è la proposta bipartisan sia di Rizzo (SinistraxPisapia) che di De Corato (Pdl). E gli ambrogini «devono avere una stretta attinenza con la città». Milanesità è la parola d’ordine. Meglio ancora di origine, ma se è riferita all’attività (lavorativa, culturale e così via) «dovrebbe essere partita almeno dieci anni fa» puntualizza il vicepresidente Pdl. Un criterio, per dire, che farebbe traballare ad esempio l’artista Maurizio Cattelan sponsorizzato dall’assessore Pd alla Cultura Stefano Boeri e che certamente vedrà contrario il capogruppo Pdl Carlo Masseroli sulle barricate (dopo la polemica sul Dito in piazza Affari). Per la Grande Medaglia d’oro è del Pd ma anche del sindaco Giuliano Pisapia la proposta sull’ex cardinale Dionigi Tettamanzi. Si cercherà l’unanimità anche se la Lega aveva già anticipato il suo no e dal Pdl c’erano perplessità. Tra i nomi destinati a sollevare polemiche (ma è possibile che siano accorciate dal criterio della milanesità): Walter Mapelli, il pm monzese che indaga sul caso Penati proposto dalla Lega o Sergio D’Elia, fondatore dell’associazione Nessuno tocchi Caino ma anche ex terrorista di Prima Linea, candidato dai radicali. Che però hanno consegnato la lista fuori tempo massimo, anche questo sarà oggetto di valutazione.