Ambrogini a eroi per caso e cantori della sinistra «Ma basta premi a pioggia»

Il sindaco ha evitato di schierarsi con uno dei colonnelli del Pd. Il capodelegazione Stefano Boeri voleva un premio all’artista del Dito medio, la capogruppo Carmela Rozza (che l’altra sera partecipava alla commissione sugli Ambrogini 2011) l’ha stroncato sul nascere. Ieri ha svicolato con una formula che da avvocato gli è ben nota: «Avrei premiato Maurizio Cattelan? Mi avvalgo della facoltà di non rispondere». É stato il conclave più breve della storia degli Ambrogini quello riunito due sere fa alle 21 a Palazzo Marino. Il presidente dell’aula Basilio Rizzo voleva uscire con una lista ancora più corta, ma dopo 3 ore e mezza la quadra tra i capigruppo si è trovata su 59 nomi. Anche qui, Giuliano Pisapia lascia intendere che in futuro la lista dovrebbe accorciarsi a una manciata di benemerenza per alzare il valore. «Rispondo con un altro esempio. Basta ai patrocini a pioggia, prenderemo soluzioni perchè il logo del Comune sia un riconoscimento oculato di quelle iniziative che per particolarità e importanza danno lustro alla città o offrono ricadute significativamente positive. Oggi ne concediamo decine e decine a settimana».
Protagonisti del 7 dicembre al Dal Verme: eroi per caso e qualche «cantore» della sinistra. Come Eugenio Finardi, visto in campagna elettorale al reading «Vieni via con Pisapia» o sul palco di piazza Duomo sulle note di «Letizia ciao ciao». Alla fine nonostante il niet della Lega avrà l’unica Grande Medaglia d’Oro l’ex cardinale Dionigi Tettamanzi. Due quelle alla memoria: al cardiologo morto in sala dopo aver salvato un paziente, Vincenzo Capacchione, e a Marco Colombaioni, il volontario annegato per salvare alcuni giovani. Ventotto invece sia le Medaglie d’Oro che gli attestati di Civica Benemerenza. Tra gli Ambrogini spiccano l’ex presidente Consob Guido Rossi (candidato da Boeri), l’economista Alberto Quadrio Curzio (dall’assessore Bruno Tabacci), l’ex dirigente Pci e fondatrice del Manifesto Rossana Rossanda, un sindacalista della Sogemi, Giovanni Dioli, vittima di intimidazioni, il presidente del consorzio lavoratori Acli-Cisl Giacomo Previdi, il fondatore della Generale industrielle Italia per il lavoro temporaneo Stefano Colli Lanzi, monsignor Giovanni Barbareschi (contribuì a salvare 2mila partigiani durante la Resistenza, amico di don Gnocchi e fondatore della Fondazione Lazzati), la giornalista Ansa Vera Vigevani del movimento Madres de Plaza de Majo. Ancora: suor Ancilla Beretta, l’ad del Sole 24 Ore Donatella Treu, Giovanni Para, punto di riferimento per gli anziani di via Tarabella. Premio al personale del San Raffaele (al centro di un’inchiesta). all’associazione Figli della Shoah, alla Comunità di Sant’Egidio fodnata dal neoministro Andrea Riccardi, alla Pfm, al liceo Berchet e alla scuola Majno.