Ambrogini, la Moratti: "Milano non lascia indietro nessuno"

"Nella sua capacità di essere autonoma Milano non dimentica chi ha bisogno, non lascia indietro chi è in difficoltà". Questo il messaggio che il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha voluto lanciare durante la cerimonia per la consegna delle benemerenze civiche di Sant’Ambrogio: parole che sembrano indirizzate tanto all’appello alla solidarietà rinnovato anche ieri dall’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, e dalle accuse rivolte all’amministrazione dalle Mamme di Rubattino per le politiche degli sgomberi.

Il sindaco, nel ricordare i cittadini che con il loro impegno hanno dato lustro alla città, ha sottolineato che "Milano è i suoi cittadini", e ha ricordato che è proprio la loro azione a essere un modello per i governanti. "A Milano - ha detto il sindaco - la politica è sinonimo di servizio, servizio come lo intesero Sant’Ambrogio e San Carlo: Milano identifica il bene nell’incontro tra tradizione e innovazione, tra impegno personale e traduzione di questo nell’interesse comune. Così deve essere Milano, energia per crescere, tensione creativa e positiva per generare un’idea nuova di città, di paese, che valorizza il merito, che premia il bello, che incoraggia i giovani, che investe nella modernizzazione, che offre a ognuno libertà e opportunità per scegliere e costruire il proprio futuro".

"I cantieri dell'accoglienza ci sono già" "I cantieri dell’accoglienza a Milano ci sono già, si tratta di metterli in rete". Ha poi affermarlo il sindaco a margine della cerimonia, in risposta alle sollecitazioni lanciate ieri dall’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi. "Il discorso del cardinale è stato molto importante - ha aggiunto Letizia Moratti - ha offerto tanti spunti su cui riflettere». In particolare il sindaco sembra aver apprezzato il passaggio del discorso alla città del porporato dedicato alla azione del terzo settore e alla necessità di sostenerlo. "Il cardinale ha sottolineato l’importanza del volontariato - ha concluso Letizia Moratti - e questo è in linea con quanto noi cerchiamo di fare".

Applausi alla teste dell'omicidio del tassista Tra i premiati con la benemerenza civica di Milano c’è la testimone che per prima denunciò l’aggressione, poi costata la vita a Luca Massari, il taxista picchiato per aver inavvertitamente investito un cagnolino. Il sindaco ha esplicitamente ricordato Stefania Berti e la nutrita platea del Teatro Del Verme ha reagito con un fragoroso applauso, l’unico che ha interrotto il discorso del primo cittadino. La motivazione: "Si è distinta per il coraggio e il senso civico testimoniando con il marito Andrea Ricotti la brutale aggressione al tassista Luca Massari. Insieme si sono esposti a rischi e intimidazioni senza piegarsi alle minacce. La macchina bruciata dopo la denuncia in Questura non li ha fermati è anche grazie a loro che si è fatta luce sulla morte di Luca Massari".

Mamme di Rubattino Premio anche alle ormai famose "Mamme di Rubattino", finite agli onori delle cronache per gli aiuti offerti alle famiglie nomadi allontanate dai campi abusivi, hanno lanciato un appello al Comune affinchè cessi la politica degli sgomberi. "Accettiamo di ricevere questo riconoscimento - ha affermato Maria Assunta Vincenti, portavoce della associazione - anche se noi non vogliamo gli sgomberi, che sono una cosa violenta e disumana. Il Comune la smetta con gli sgomberi. I bambini, anche se sono rom, sono il nostro futuro e un’istituzione non può violare i loro diritti". Salita sul palco del Dal Verme, Maria Assunta Vincenti, ha riservato al sindaco una stretta di mano molto fredda poi, rompendo l’etichetta della cerimonia, ha consegnato l’attestato a due signore nomadi e le ha invitate a salire sul palco: le due signore si sono avvicinate al sindaco e l’hanno calorosamente baciata sulle guance. Le mamme di Rubattino hanno ricordato che, con i solo loro mezzi, sono riuscite ad offrire ospitalità a sei famiglie nomadi, consentendo così ai loro figli di poter continuare ad andare a scuola.

Altri premi Premi anche alla Casa della carità e all’unità "Problemi del territorio" della Polizia locale di Milano, dedicata allo smantellamento degli accampamenti abusivi.