«Ambrogino a Biagi? Non siamo biechi censori La sinistra lo ha usato»

Consigliere Gallera, pentito?
«Pentito di cosa?».
Sicuro che rifiutarsi di dare l’Ambrogino d’oro a Enzo Biagi sia stato un bel gesto?
«Assolutamente sì, siamo convinti di quello che abbiamo fatto. Piuttosto...».
Piuttosto cosa?
«Siamo molto sorpresi per le reazioni negative. E anche dell’acredine che qualche giornalista ci ha dedicato. Non ci stiamo proprio a passare per i biechi censori obnubilati dall’odio».
Parliamo di Biagi.
«Il vero scandalo è l’uso cinico e strumentale che la sinistra ne ha fatto».
Solo perché ha chiesto di assegnargli l’onorificenza cittadina?
«Lo scopo non era ricordarlo, ma solo utilizzare il nome e la fama di Biagi come strumento di contrapposizione politica e per cercare di dimostrare la propria esistenza, non riuscendo a farlo in altro modo».
Quello che stupisce è come anche su Biagi i politici riescano a litigare.
«Biagi è stato un giornalista acuto e attento a cui riconosciamo il merito di aver raccontato la società con intelligenza. Un uomo libero e coerente».
Beh, le motivazioni per un’onorificenza le ha messe giù lei.
«Biagi ha già avuto la Medaglia d’Oro in vita e l’iscrizione al Famedio dopo la morte. Nessuno oltre a questi due riconoscimenti ha avuto anche la Grande Medaglia d’Oro alla Memoria. Nemmeno il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa».
Non è un buon motivo.
«Ma allora a Indro Montanelli quante medaglie avremmo dovuto dare?».
Sbagliare è umano, ma non perseverare.
«Trovo che una sovrapposizione di onorificenze sarebbe eccessiva e ridondante».
Dica la verità, il centrodestra non ha ancora digerito gli attriti con Biagi.
«Non è certo quello il problema. Abbiamo dato l’Ambrogino all’imam, al direttore di Famiglia Cristiana don Sciortino che con noi non è certo tenero, all’associazione Farsi prossimo, non certo di destra».
Appunto, manca solo Biagi.
«Abbiamo rifiutato anche le mamme del Leoncavallo. E tutte quelle candidature che sono state sventolate come bandiera politica. L’Ambrogino deve rappresentare tutta la società».
Nessun ripensamento?
«Ci siamo solo opposti alla faziosità e allo scontro ideologico».
Qualcosa da dire alla famiglia Biagi?
«Lo ripeto, solo il rammarico per l’uso cinico e strumentale che la sinistra sta facendo del suo nome».