Ambrogino alla nonna di Milano «Il segreto? Lavoro e famiglia»

Festa per i 105 anni della signora Tina, premiata dal Comune. «Ai giovani dico: pensate sempre alla salute»

Piermaurizio Di Rienzo

La sua mente è un vero e proprio archivio storico di Milano. E lei, dall'alto dei suoi 105 anni, passa le giornate a scavare in quei ricordi. Per la signora Santina Zanotti Ratti, per tutti Tina, ieri è stato un giorno davvero speciale. Il consigliere comunale Stefano Di Martino gli ha consegnato il secondo Ambrogino d'Oro (il primo lo aveva ricevuto cinque anni fa) proprio nel giorno del suo 105esimo compleanno.
Messa in piega appena fatta, collana di perle intorno al collo e una lucidità straordinaria: ecco una delle venti ultracentenarie ancora residenti nel Comune di Milano. Tra un flash di fotografi a destra e un altro a sinistra, la signora Tina ha ricevuto commossa la massima onorificenza civica così come aveva fatto il giorno prima quando nel suo appartamento, al civico 32 di corso di Porta Nuova, arrivò un mazzo di fiori da parte del sindaco Gabriele Albertini. «Sono 105, ma ogni anno che passa sembra che ne valga cinque», ha spiegato nonna Ratti che ieri ha accolto nella propria casa figli, nipoti, pro-nipoti e amici. Nata il primo novembre del 1900 in corso Buenos Aires 92, la signora Tina è un fulgido esempio di una autentica milanesità. Tutto il quartiere la coccola e si prende cura di lei. Vive con una badante solo da cinque anni, quando le figlie non sono riuscite a imporgliela. La sua è una famiglia tutta in rosa: la signora Tina, infatti, è la prima di tre sorelle, una delle quali morta all'età di 100 anni. Nel corso della sua vita ha concepito altre tre figlie e tutt'ora viene accudita da sette nipoti donne.
Ha trascorso gran parte della sua vita a lavorare: durante la Prima Guerra Mondiale, al Comune di Lambrate, quando questo non era ancora un quartiere di Milano, poi ha prestato servizio alla Edison, quindi si è messa in proprio e ha gestito una drogheria fino al 1980. Di Milano ricorda tutto, compresi i sindaci. Ad Albertini vuole particolarmente bene e lo si deduce dalle parole che gli ha scritto di suo pugno pochi giorni fa: «Auguri a lei, signor sindaco, di una vita lunga in salute perfetta per continuare la sua funzione di primo cittadino della nostra cara Milano».
Ora la signora Tina passa le sue giornate a leggere, a bere the con i vicini e a guardare la televisione, a patto che ci siano programmi di politica. Esce di casa una volta alla settimana per andare nella vicina chiesa di San Francesco e per fare un giro del quartiere. Ma è dura ogni volta, visto che il suo appartamento si trova al terzo piano di una casa senza ascensore. Com'è cambiata Milano? «Ora è troppo grande e confusa - risponde nonna Tina-. Ai miei tempi era più bella perché sembrava di vivere in una grande famiglia». Ricordi come questi non sono mai stati annebbiati perché, spiega, «trascorro le mie giornate a pensare e a ripensare al mio passato e mi accorgo di non avere un grande avvenire di fronte». Frasi che non lasciano spazio all'amarezza, ma alla consapevolezza di aver vissuto una vita per il lavoro e per la sua famiglia. E questi sono gli stessi consigli che ieri ha rivolto ai giovani che le stavano accanto: «Pensate sempre al lavoro e alla salute perché sono le due cose fondamentali della nostra esistenza». Parola di una che è arrivata fino a 105 anni. E chissà quanti ancora di questi giorni.