Ambrogino a Tettamanzi? La Lega: una provocazione

Polemiche a riunioni a raffica. É l’ingrediente degli Ambrogini, difficile che il vento cambi anche se al timone dopo vent’anni c’è un sindaco del centrosinistra. Un anno fa a spaccare gli schieramenti sulla scelta delle personalità e degli enti meritevoli di ritirare il 7 dicembre la Civica benemerenza fu la Casa della carità di don Virginio Colmegna. Con la Lega scatenata contro il «prete dei rom». Dopo una serie di fumate nere vinse il compromesso: sì a Colmegna, ma anche al nucleo dei vigili urbani che sgombera i campi nomadi abusivi. Sabato prossimo scade il tempo per consegnare le candidature per l’edizione 2011. Ma girano i primi nomi, e si alzano subito le barricate. L’Ufficio di presidenza, anticipa il componente del Pd Andrea Fanzago, potrebbe candidare alla Grande medaglia d’oro l’ex cardinale Dionigi Tettamanzi. «Ci abbiamo pensato l’8 settembre quando ha celebrato l’ultima messa in Duomo dell’arrivo di Angelo Scola - spiega Fanzago -, è un riconoscimento che avevamo tributato anche al cardinal Martini, Tettamanzi lo merita per l’impegno pastorale e verrà ricordato, in particolare, per aver lanciato un fondo anti-crisi quando non c’erano altri strumenti». Ma dell’Ufficio di presidenza fanno parte anche il Pdl Riccardo De Corato (che per ora si limita ad un «non ne so ancora nulla, ne parleremo ma bisogna capire anche quali sono i meriti») e il leghista Luca Lepore. Se non bastasse ricordare gli assalti del Carroccio alla Curia negli ultimi anni (fino alla prima pagina della Padania «É un vescovo un imam?») basta ricordare come il capogruppo lumbard Matteo Salvini accolse settimane fa l’arrivo di Scola: «Aria nuova in Curia, mi auguro che riesca a unire la nostra città e non a dividerla come ha fatto il suo predecessore, per il quale c’erano milanesi figli di un Dio minore». Che venga candidato dall’Ufficio di presidenza o, per evitare uno scoglio, da un consigliere del Pd, sulle Grandi Medaglia il regolamento vuole il voto di almeno 4 quinti dei consiglieri. Per personalità di questa levatura per il presidente dell’aula Basilio Rizzo, «sarebbe gradita l’unanimità»-. E invita a ridurre la lista dei premiati. Ma il leghista Alessandro Morelli avverte: «Non possiamo che essere contrari, ha avuto attenzione per tutti, tranne che per i milanesi, la linea di Pisapia». Morelli propone piuttosto una benemerenza al comitato di Chiaravalle che «ha rilanciato il borgo ed è stato attivo nel segnalare i campi rom abusivi nel quartiere». De Corato candiderà per l’Ambrogino alla memoria Pierluigi Torregiani, il gioielliere vittima nel ’79 di un attentato del Pac di Cesare Battisti, «per ribadire che Milano non dimentica, anche se il Brasile non ha concesso l’estradizione e Battisti è libero e prende il sole in spiaggia». Marco Osnato (Pdl) candiderà Luca Barisonzi, alpino ferito in Afghanistan. Il Pdl potrebbe proporre anche il patron di Esselunga Bernardo Caprotti, condannato di recente per il suo libro «Falce e carrello». Altro nome «scomodo». Per Mirko Mazzali (Sel) «per lasciar fuori la politica meglio affidare la scelta a una commissione di saggi, o tanto vale abolirli».