Ambrosio, presi 3 romeni: il killer è l'ex giardiniere

I banditi avevano bivaccato nel giardino della villa di Posillipo. Poi l'omicidio del &quot;re del grano&quot; e della moglie. I fermati, tre 20enni, traditi dall'uso di uno dei cellulari rubati: avevano addosso la refurtiva. La folla inferocita: <strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=1103" target="_blank">le immagini
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Napoli - "Balordi e disorganizzati". Così li avevano definiti ieri sera gli investigatori. E a poco più di 24 ore dalla scoperta dei cadaveri Franco Ambrosio e della moglie Giovanni Sacco la mobile di Napoli mette a segno tre fermi. In tarda mattinata gli agenti hanno eseguito un primo arresto per il duplice omicidio di Posillipo. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, ha firmato un decreto di fermo nei confronti di un immigrato romeno 22enne. Altre due persone sono state prima identificate, interrogate e quindi catalogate come gli altri componenti della banda di killer. E fermati a loro volta.

Uno era il giardiniere Uno dei tre presunti killer arrestati per il duplice omicidio dei coniugi Ambrosio era stato fino a due anni fa il giardiniere della villa alla Gaiola. A riconoscerlo è stato il maggiordono, in servizio a casa del "re del grano" da oltre 30 anni. "Mamma ho fatto un guaio, ho ucciso due persone" così avrebbe detto al telefono Marius Vasile Acsiniei, 22 anni, l’ex giardiniere di casa Ambrosio, alla madre. Sarebbe lui l’autore materiale del massacro. Il romeno, intorno alle 21 di ieri, ha telefonato alla madre in Romania, utilizzando il cellulare di Ambrosio, ma cambiando la scheda. Proprio il telefonino ha "tradito" i tre presunti assassini. All’altro capo del filo la donna dice al figlio: "Figlio mio tornatene subito a casa". Dieci ore più tardi Acsiniei è stato arrestato. I tre immigrati avevano bevuto vino e champagne ed erano anche sotto l’effetto dell’alcol quando hanno aggredito e ucciso Ambrosio e la moglie. L’arma utilizzata sarebbe una chiave a N utilizzata per svitare i bulloni delle ruote di automobile, ma non è stata trovata.

I complici È stato l’ex giardiniere, una volta arrestato, a indicare dove si trovassero i suoi due complici, Valentin Dumitriu, 22 anni, stalliere, e Calin Petrica, 24 anni, operaio in un autolavaggio. I tre erano in Italia da circa otto anni e sono incensurati." Quando abbiamo ascoltatto la telefonata intercettata, con la madre che diceva al figlio tornare in Romania - spiega il capo della mobile Vittorio Pisani - abbiamo temuto di non riuscire a prenderlo". Le indagini pressanti invece hanno fatto fallire questo tentativo e Acsiniei è stato arrestato. L’ex giardiniere di casa Ambrosio avrebbe avuto dei problemi a comprare una nuova scheda telefonica per mancanza di denaro. Poi in qualche modo è riuscito a racimolare i 5 euro necessari e ha fatto la telefonata che gli è risultata fatale.

Cellulari e refurtiva Il romeno sarebbe stato individuato per l’uso di uno dei cellulari rubati nella villa dell'imprenditore. Addosso al romeno fermato con decreto della procura, nel quadro delle indagini coordinate dal pm Antonio D’ Alessio, la polizia ha trovato uno dei cellulari sottratti nella villa di Ambrosio e alcuni oggetti appartenenti ai coniugi uccisi. I tre sono stati individuati a Licola, sul litorale domitio.

La folla inferocita Centinaia di persone all’ingresso di via Diaz della questura di Napoli hanno aspettato i tre romeni fermati per il duplice omicidio Ambrosio. Dalla folla di curiosi si è sentito gridare più volte "Bastardi" all’indirizzo dei tre presunti killer, usciti uno dopo l’altro dalla questura e infilati nelle volanti che li stanno portando al carcere di Poggioreale. Il primo a uscire è stato un giovane alto circa un metro e 60, orecchino e t-shirt nera. Il secondo, anche lui bassino, porta invece una maglietta verde. Il terzo, quello più alto, indossa una t-shirt nera e nel momento in cui è salito a bordo della volante qualcuno della folla ha fatto partire un calcio che ha colpito l’auto.

Il questore: "Caso risolto"  Sono "elementi schiaccianti" quelli raccolti a carico dei tre romeni indagati nell’ambito dell’inchiesta sul duplice omicidio dei coniugi Ambrosio. A sottolinearlo il questore di Napoli, Santi Giuffrè. Il pm Antonio D’Alessio ha firmato nel pomeriggio un provvedimento di fermo anche nei confronti degli altri due sospettati. La procura contesta ad Acsiniei, Dumitriu e Petrica le accuse di omicidio aggravato e rapina aggravata.