Ambulanti col permesso da badanti

Registrati come badanti per poi essere utilizzati come venditori ambulanti nei mercati rionali. Un escamotage scoperto dalla polizia municipale durante una serie di controlli che ha portato al fermo di 23 clandestini e alla denuncia di 22 titolari delle licenze che li impiegavano. Dovranno rispondere del reato di favoreggiamento e sfruttamento della manodopera clandestina. L’operazione, condotta per verificare l’utilizzo di mano d’opera clandestina in postazioni commerciali regolari dagli agenti del XVII Gruppo della municipale diretto dal comandante Bertola, è cominciata ieri mattina con il controllo delle licenze nei mercati di viale Giulio Cesare, di via Ferrari e nei pressi della stazione metro di via Cipro per poi estendersi a campione in altre zone della città, in particolare a viale Trastevere, piazza Enrico Fermi e viale America dove è stato scoperto lo stesso fenomeno.
Dei primi 11 banchi ispezionati in 12 venivano infatti impiegati clandestini nelle attività. Nel corso delle indagini è emerso che gli stessi titolari delle licenze tentano di far ottenere il permesso ai clandestini dichiarandoli come badanti dei propri familiari per poi utilizzarli nella vendita. Durante il controllo dei documenti i clandestini hanno infatti esibito richieste di emersione del lavoro sommerso come badanti aggirando di fatto la legge sull’immigrazione che permette di ottenere il permesso di soggiorno come badanti per poi andare in realtà a fare i venditori ambulanti. I fermati sono quasi tutti originari del Bangladesh e questo fa spazio all’ipotesi dell’esistenza di una sorta di organizzazione che procurerebbe mano d’opera clandestina e, nello stesso tempo, offrirebbe loro alloggi abusivi costringendo i clandestini a vivere numerosi in pochi metri quadrati pagando un affitto.
«Plauso e ringraziamenti alla polizia municipale e in particolare al XVII gruppo che ha svolto una brillante operazione di controllo dei mercati della Capitale riscontrando una vera e propria fabbrica di clandestini». È quanto ha detto Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune «accoglie favorevolmente la volontà del comando generale dei vigili di estendere, nelle prossime settimane e a campione, le operazioni di controllo per verificare l’entità del fenomeno che appare già notevolmente significativo».
«I controlli della municipale, oltre a evidenziare il reato di favoreggiamento e sfruttamento della manodopera clandestina, hanno fatto emergere un probabile fenomeno di “caporalato” che impiega cittadini extracomunitari, provenienti per lo più dal Bangladesh, che spesso vengono dichiarati dagli stessi titolari delle licenze di commercio come badanti dei propri familiari raggirando l’ultima sanatoria del governo concessa per aiutare le famiglie con anziani e soggetti deboli. Continuiamo a chiedere al prefetto - ha concluso Santori - di arginare ogni fenomeno di caporalato e di sfruttamento».