Ambulanti in fuga travolgono un bimbo

«I vu’ cumpra’ usano le persone come birilli da travolgere nella loro fuga dalle forze dell’ordine». La denuncia arriva dal dottor Franco Salerno, medico oculista, che domenica ha visto suo figlio calpestato, nel vero senso della parola, da un gruppo di ambulanti abusivi impegnati a scappare per non essere fermati dai vigili urbani. Non è una novità che parecchi commercianti «fuorilegge», pur di non farsi prendere, siano disposti a tutto.
Qualche settimana fa, infatti, una donna è rimasta ferita perché si è trovata proprio sulla strada di un gruppo di bengalesi in fuga. Domenica, invece, a farne le spese è stato il piccolo Andrea Salerno, 7 anni, che stava tranquillamente pranzando con i suoi genitori e un gruppo di loro amici.
La comitiva aveva approfittato della bella giornata per mangiare all’aperto, in un ristorante del centro storico. Ma non aveva calcolato la possibilità dell’arrivo della solita «orda barbarica». «Abitiamo a Vicolo di Montevecchio - racconta l’oculista, sconvolto - una piccola stradina che collega vicolo della Pace a via dei Coronari. Stavamo pranzando nell’Osteria del Pegno, che si trova proprio sotto casa. Andrea e Vincenzo, un suo amichetto, avevano appena finito il primo e stavano giocando in piedi, accanto al nostro tavolo. Noi, invece stavamo ancora mangiando e questa è stata una fortuna, perché la carrozzina con dentro mio figlio di appena un mese era protetta tra il muro e il tavolo». Ecco spuntare una piccola folla. Cinque o sei bengalesi e tre sudanesi in fuga dai vigili urbani.
«Sembravano impazziti, scappavano ridendo con cartoni, lenzuola e merce al seguito - prosegue Salerno -. Ad un tratto uno di loro ha spinto a terra Andrea e Vincenzo, un suo coetaneo, sicuramente per rallentare la fuga dei vigili. Come se non bastasse gli altri abusivi li hanno travolti. Uno di loro è passato proprio sopra ad Andrea. Una scena veramente brutta. Quando ho visto mio figlio a terra ho iniziato a correre dietro a quei balordi. Li ho inseguiti fino a Castel Sant’Angelo, ma lì ho perso le tracce».
Quando il medico è tornato al ristorante Andrea era ancora in lacrime. Così lo hanno portato al Cto per un controllo. Il responso delle lastre non è stato dei migliori: frattura della tibia. In poche parole il bambino dovrà rimanere ingessato per quaranta giorni.
«La mia rabbia è stata grande - prosegue lo specialista - ma non ce l’ho tanto con questi abusivi, che sono comunque imperdonabili, quanto con i vigili. Non è la prima volta, infatti, che si rendono protagonisti di blitz che non servono a nessuno. Sono solo una sorta di spauracchio e non un deterrente. Questi vu’cumpra’, infatti, stazionano a piazza Navona. I vigili lo sanno eppure ogni volta li rincorrono fino al bar della Pace, dove si fermano, perché le loro auto non entrano nei vicoletti. L’operazione, termina qui».
«Gli abusivi fuggono per Vicolo di Montevecchio, ridendo e scherzando e i vigili restano imbalsamati - incalza Salerno -. Operazioni senza senso. Per ottenere qualche risultato, infatti, basterebbe piazzare due colleghi alla fine della stradina o stazionare per dieci giorni a piazza Navona così da convincere gli abusivi a cambiare meta».
«Ho denunciato l’accaduto alla polizia - conclude il medico - gli stessi agenti mi hanno confermato che comunque ai vu’ cumprà non succede mai nulla perché al massimo sequestrano loro due o tre paia di occhiali. Merce che poi non possono neanche buttare: resta per anni in quegli spazi dove dovrebbero far stare chi viene fermato senza licenza di commercio».