Ambulanti, uno sgombero nel caos

Il modello Roma, coniugato allo sgombero degli ambulanti, pare non funzioni troppo bene. Due giorni fa Walter Veltroni aveva firmato lo «sfratto» dal Tridente, per motivi di sicurezza, di undici bancarelle, tutte regolarmente autorizzate, motivando il provvedimento con l’intralcio al passaggio dei mezzi di soccorso e «delegando» il I municipio a trovare sistemazioni alternative per i «traslocati». E ieri, quando si è trattato di procedere allo sgombero, le cose non sono filate lisce. In particolare i titolari del banchetto di via della Vite, all’arrivo dei vigili urbani, sono saliti sul tetto della struttura mobile per impedire lo sfratto. È andata oltre la fioraia di via del Gambero, che si è cosparsa di benzina minacciando di darsi fuoco. Un bel pasticcio, risolto qualche ora dopo, al termine di una trattativa estenuante. Un pasticcio che è il frutto di una scelta pilatesca: gli ambulanti sgomberati ieri avevano ottenuto la licenza nel 2003, incassando placet e pareri favorevoli dalla macchina amministrativa del Comune. Così Veltroni ha aspettato di potersi appoggiare alla comoda motivazione della sicurezza per smontare le 11 bancarelle. Gli ambulanti ovviamente manifestano perplessità di fronte a un provvedimento che prevede il loro spostamento ma, a oggi, non sanno ancora dove poter «parcheggiare» le loro botteghe mobili. La decisione, come detto, è stata lasciata dal sindaco al presidente del primo Municipio, Giuseppe Lobefaro. Che ieri, dal suo ufficio di via Giulia, ha spiegato di aver fissato per venerdì «la conferenza dei servizi per stabilire i criteri e le modalità di individuazione delle nuove aree per le 11 postazioni di commercio soppresse nel Tridente».
Una spiegazione che non soddisfa l’opposizione. Al presidente del I municipio replica il consigliere dello stesso municipio, Federico Mollicone di An, chiedendo l’anticipo della conferenza dei servizi a giovedì, e lamentando la cattiva gestione del problema. «Se Lobefaro e Veltroni avessero avuto il coraggio di convocare gli operatori e attuare il Piano commercio ambulante invece di nascondersi dietro ai motivi di sicurezza, questa situazione poteva essere evitata. Poi, questi ambulanti hanno una regolare autorizzazione del Campidoglio. Qui qualcuno ha sbagliato, o prima o adesso». Critico anche il vicepresidente della Commissione commercio del Comune, l’azzurro Davide Bordoni, che ricorda tra l’altro come la maggioranza capitolina avesse recentemente rassicurato gli ambulanti sull’assenza di interventi a breve termine: «Siamo favorevoli a una riqualificazione intelligente del centro storico - ha spiegato l’esponente di Fi - ma condanniamo l’azione scellerata del Tridente, che offende una categoria commerciale della nostra città senza considerare preventivamente una collocazione alternativa». Caustico Teodoro Buontempo, presidente della «Destra», che parla di «atto di vigliaccheria amministrativa». «Quando gli servivano i voti dei romani - chiosa il parlamentare - il sindaco Veltroni “regalava” licenze commerciali a piene mani. Ora che invece ha bisogno di rifarsi l’immagine, si trasforma in “sceriffo d’Italia”». Secondo il presidente del movimento politico fondato da Storace, «le categorie si incontrano, non si sgomberano», e gli 11 commercianti «con regolare licenza» sfrattati ieri «sono cittadini e non fuorilegge». «È inaccettabile - conclude Buontempo - che a due giorni dalla già convocata conferenza dei servizi il Campidoglio decida per le maniere forti rinunciando a una trattativa che sicuramente avrebbe portato a risultati concordati». La replica del Campidoglio è affidata al vicecapo di gabinetto del sindaco, Luca Odevaine: «Si tratta di situazioni delicate che stiamo cercando di risolvere nel modo migliore possibile». Cioè aspettando la conferenza di servizi del I municipio.