Gli ambulanti sotto sfratto «okkupano» piazza Navona

«Le nuove postazioni non ci piacciono Impediremo il mercato della Befana»

Valeria Arnaldi

Una lunga fila di furgoni coperti da cartelli di protesta contro la delibera comunale di sgombero di piazza Navona. Ieri gli ambulanti regolari del centro storico hanno occupato la piazza per protestare contro lo «sfratto» delle quattro bancarelle con concessione, deciso dal Comune e operativo da due giorni. Le nuove postazioni loro assegnate - piazza delle Cinque Lune, via di Monte Oppio e via Canova - sarebbero state, a detta del Comune, concordate con gli operatori, che, però, smentiscono. «Avevamo accettato di trasferirci nelle vie di accesso alla piazza - spiega Gianni Di Segni, portavoce dei manifestanti - malgrado i disagi per portare la merce, vista l’impossibilità di entrare con i camion, ma queste postazioni non ci vanno bene». «Sarebbe autolesionismo - aggiunge Daniel Zarfati - accettare di andare in strade lontane dal passaggio dei turisti». «Sono quattro anni che il Comune non fa che spostarci - commenta Donato Astrologo - allontanandoci sempre più dai monumenti. Mio padre è stato deportato nei campi di concentramento durante la guerra: questa è una seconda persecuzione, vogliono impedirci di lavorare». Sin dal mattino, 49 ambulanti hanno occupato la piazza in rappresentanza di altrettante famiglie coinvolte, per un totale di oltre 2mila persone. Vogliono difendere il diritto dei quattro espulsi e, soprattutto, quello della categoria a utilizzare concessioni ottenute regolarmente. «Dopo l’11 settembre 2001 - prosegue Astrologo - ci hanno vietato l’uso di molte postazioni per motivi di sicurezza. Le stesse postazioni poi sono state occupate da tensostrutture di mercatini temporanei. I provvedimenti vengono applicati solo contro di noi». Giudizi duri che puntano al Comune, colpevole di trattare gli ambulanti «come cittadini di serie B». «Abbiamo diritto a stare in zone di pari valore commerciale e limitrofe a quella in cui lavoriamo da anni - dice Celeste Astrologo, presidente dell’associazione degli ambulanti regolari - e ora attueremo la linea dura. Resteremo in piazza finché non ci daranno postazioni adeguate. La presidieremo anche a dicembre, impedendo il mercato natalizio. Se sono indecorose le nostre bancarelle, lo sono anche quelle». «Il mercato della Befana non si tocca», replica Franco Cioffarelli, assessore capitolino al Commercio. «Siamo disposti a trattare, ma gli ambulanti devono provare le nuove postazioni per almeno una settimana. Se il trasferimento penalizzerà i loro affari, concorderemo nuove zone. Ma in piazza Navona non possono stare». A tirare un sospiro di sollievo, almeno per ora, sono pittori e ritrattisti, i più fermi oppositori della delibera. Sembra, infatti, che il loro «sfratto» slitterà a gennaio. Il Comune, arresosi all’impossibilità di raggiungere un accordo in tempi brevi, ha notificato l’ordinanza senza indicare né la data in cui sarà esecutiva né le postazioni alternative previste. In mancanza di questi dati, come stabilito dal sindaco Walter Veltroni, tutto resterà com’è e, soprattutto, dove si trova. «A dicembre - commenta Cioffarelli - riprenderemo le trattative per raggiungere un accordo entro il nuovo anno». Rimandata a gennaio anche la questione degli artisti di strada, unici esclusi dalla delibera e, al momento, unici titolari del diritto di lavorare in piazza. All’inizio del 2006 il Campidoglio tornerà a discutere con i commercianti di Ztl notturna e degli eventi da organizzare per attrarre comunque i romani in centro nei weekend. Ma il progetto si scontra con la delibera su piazza Navona. «L’area scelta per gli spettacoli - ricorda Giuseppe Lobefaro, presidente del I municipio - era Campo de’ Fiori, ora possibile nuova sistemazione dei pittori. La loro presenza, però, precluderebbe la possibilità di organizzare qualsiasi tipo di intrattenimento».