Ambulanze, 4 sirene su 10 suonano senza motivo

Sfrecciano nel traffico con la sirena a tutto spiano, si fanno largo tra le auto in coda. Le ambulanze chiedono strada al semaforo rosso. E tu, da dietro il volante, pensi: «Oh Dio, chissà cosa sarà successo?». Ma non sempre la sirena significa vera emergenza. Anzi. Spesso e volentieri l’ambulanza è vuota e non c’è nessuno da soccorrere, nessun codice giallo o rosso. Oppure, amara sorpresa, si tratta di un semplice servizio di routine, come ad esempio l’accompagnamento dei pazienti a fare la dialisi in ospedale. Roba per cui non serve nessuna corsa contro il tempo né ci sono in ballo vite da salvare. Ovviamente non è il caso dei mezzi di soccorso del 118, gli unici delegati all’urgenza. Si tratta piuttosto delle ambulanze gestite da alcune associazioni di volontari. La denuncia arriva da più parti: a segnalare l’abuso della sirena sono stati perfino alcuni pazienti in dialisi che, a bordo dei mezzi, si sono presi un colpo a sentir partire l’allarme dell’emergenza. Ed è lo stesso Ezio Mori, presidente dell’Anpas, l’associazione delle pubbliche assistenze, a portare alla luce il problema. Anche nel mondo del volontariato se ne vedono delle belle e, su 108 associazioni che ogni giorno svolgono il servizio di accompagnamento, c’è anche chi non rispetta le regole.
In media, su dieci ambulanze che azionano la sirena, quattro lo fanno abusivamente. Gli operatori a bordo non accendono certo l’allarme fasullo per evitare il traffico e andarsi a bere il caffè in santa pace. Lo fanno piuttosto per motivi prettamente economici: più tragitti in ambulanza risultano, più si avrà la certezza di ricevere soldi dall’Asl o di vedersi rinnovare la convenzione a fine anno. O ancora, di ricevere i rimborsi delle prestazioni, anche se le prestazioni sono farlocche. «Ben vengano i controlli tra le associazioni - sostiene Mori dell’Anpas - Siamo noi i primi a chiederli. Anche in questo mondo ci sono tanti soggetti border line che cercano di speculare sul servizio. Alla fine sono sempre i soliti noti ed è bene che vengano puniti con le sanzioni, anche per una questione di rispetto verso chi fa questo lavoro con serietà». Negli ultimi mesi sono aumentati i controlli da parte dei vigili contro i furbetti. E anche l’Asl sta cambiando le regole delle convenzioni. Obbiettivo è avere la garanzia di lavorare con gente seria ed evitare casi come quello della Croce San Carlo, il cui titolare è stato arrestato a giugno per truffa, o della Croce Azzurra, chiusa la scorsa settimana per ambulanze, contratti e sede fuori norma. «Ci sarà più attenzione sui criteri di accreditamento delle associazioni - assicura Alessandro Visconti, direttore amministrativo dell’Asl -. Con i nuovi parametri, chiediamo una revisione annuale dei mezzi di soccorso, un limite di chilometri percorsi all’anno e corsi di formazione certificati per i volontari».
«È un bene che vengano corretti i criteri di finanziamento delle associazioni - aggiunge Mori - Sono tutti strumenti per capire dove si può nascondere chi fa il furbo e per migliorare sul serio il servizio». In sostanza, nella miriade di onlus, si cerca di fare pulizia delle associazioni che lavorano solo per intascare soldi, che sottopagano i dipendenti o li costringono a doppi turni per risparmiare, che mettono i volontari in condizioni di lavoro poco sicure e che non provvedono alla manutenzione dei mezzi.