Ambulanze e volontari, dalla Asl un giro di vite sulle Onlus

Più controlli sulle condizioni delle ambulanze e sulla preparazione del personale. L’Asl fisserà paletti sempre più rigidi per le onlus e le associazioni private che gestiscono il trasporto dei pazienti bisognosi di dialisi: una popolazione di oltre mille abitanti che, per tre volte alla settimana, viene accompagnata dai volontari negli ospedali cittadini per la terapia. L’obbiettivo è quello di evitare casi scandalo come quello della Croce Azzurra, chiusa venerdì per un degrado totale sia della sede sia dei mezzi di soccorso, o come quello della Croce San Carlo, chiusa lo scorso giugno per truffa. Basta ambulanze fatiscenti e volontari poco preparati. E soprattutto basta gestioni approssimative, o in malafede, del servizio. «Su questo settore - garantisce il direttore dell’Asl di Milano Walter Locatelli - l’attenzione è massima. Faremo tutto ciò che c’è da fare. È in corso una revisione delle procedure per riassegnare il servizio».
Le nuove procedure impongono a onlus e privati una revisione annuale delle ambulanze, corsi di formazione certificati per gli operatori, un limite chilometrico annuo per i mezzi di trasporto. Ci saranno inoltre controlli a sorpresa nelle sedi e sui mezzi da parte di Asl, Nas e Guardia di Finanza. I nuovi bandi saranno super rigidi e correggeranno tutte le convenzioni storiche con le varie associazioni che, in numerosi casi, si sono rivelate inaffidabili e poco professionali. In passato c’è stato chi, pur di vincere qualche appalto, ha abbassato all’osso i costi. E chi ha cercato di fare il furbo sulle revisioni delle ambulanze: al momento del controllo i mezzi risultavano perfetti e con a bordo tutto il materiale necessario. Materiale che tuttavia veniva poi levato. Tante segnalazioni, sull’inefficienza di mezzi, sono arrivate dagli stessi pazienti che hanno denunciato casi di sporcizia e poca efficienza.
In ballo ci sono 4 milioni di euro che ogni anno l’Asl assegna alle associazioni per l’accompagnamento in ospedale (per tre volte alla settimana) di 1.050 dializzati. «Recentemente - spiega il direttore amministrativo dell’Asl, Alessandro Visconti - abbiamo incontrato anche i responsabili dei centri dialisi per cercare di rendere più efficiente il servizio. Ci siamo confrontati sui turni e su come ottimizzare tempi e tragitti». L’Asl all’inizio dell’anno ha pubblicato un avviso di dichiarazione di interesse a cui hanno partecipato 24 associazioni. Tre sono state scartate per mancanza dei requisiti, le altre 21 gestiscono il servizio dialisi su Milano e portano i pazienti nei vari ospedali cittadini.
I pazienti che finora sono stati seguiti dalla Croce Azzurra, circa una trentina, non verranno lasciati senza passaggio e potranno continuare la loro terapia. Ad accompagnarli in ospedale saranno gli operatori della altre associazioni con cui lavora l’Asl: venerdì i responsabili delle onlus sono stati allertati con un telegramma e subito dopo sono partite le telefonate a casa dei malati.